[Fonte-supernaturalcafe.it]
Magari può sembrare che questo post sia scritto per il semplice motivo che non ho la minima idea di come continuare il racconto horror di mia invenzione, ed è proprio così. Non so se vi siete mai cimentati a scrivere un racconto o anche un semplice pensiero di vostra creazione, ma se lo avete fatto, sapete benissimo che ci sono varie fasi che si affrontano. Ed io, ahimè, sono nella fase di stallo, un momento con creatività zero; però questo periodo di totale mancanza di idee, mi ha dato l'occasione di trattare un argomento a mio parere interessante. Cosa vi è dietro la creazione di un racconto? Quali sono le fasi che si attraversano? Voglio appunto approfittare di questi giorni senza idee, per cercare di spiegarvi il più possibile cosa si prova quando ci si cimenta nella "scrittura creativa".
L'illuminazione
[Fonte-jedisimon.com]
Può arrivare dopo ore/giorni passati a pensare alla trama del racconto che si ha intenzione di scrivere, o può arrivare così, senza preavviso. Una cosa però è certo, quando si è colti dall'illuminazione, non bisogna farla passare inosservata; potrebbe non tornare più. Nel mio caso, con la storia del principe Hetan, è stata un'illuminazione arrivata dal nulla! O meglio, erano giorni (se non settimane) che pensavo di voler scrivere un racconto di mia creazione, ma non avevo la più pallida idea di cosa trattare; ero improntato solo sul genere (horror). Tutto d'un tratto, poi, tornato dal lavoro verso l'una di notte, ho avuto l'idea del demone che va a far visita al ragazzo. Da li, poi, la scrittura della prima edizione della saga horror è stata quasi automatica. Le mani si muovevano veloci sulla tastiera, quasi come se godessero di vita propria; sono riuscito a cogliere il momento di creatività senza lasciarlo finire nel dimenticatoio. Il consiglio che quindi voglio darvi, è proprio questo:
"CARPE DIEM", cogli l'attimo, e scrivi tutto ciò che ti viene in mente. Poi, a mente lucida, passate il momenti di creatività, bisogna ragionare su ciò che si scrive e cercare di dare un senso logico al tutto. Ed è cosi che il giorno seguente a quel giovedì notte, ho dato alla luce il "Friday horror".
Sulle cresta dell'onda
[Fonte-wallpaperweb.org]
Proprio cosi. Una volta avuta l'illuminazione, pare che le proprie dita si muovano da sole sulla tastiera. Il racconto inizia a prendere forma, le varie fasi della storia che si vuole narrare iniziano ad essere intriganti e ben delineate. Bisogna allora prendere alcune decisioni fondamentali, che ci porteremo dietro dall'inizio alla fine della nostra storia di fantasia. Ad esempio, nella storia di Hetan, ho preso la decisione di "narrare" in terza persona, restando fuori dalle vicende del racconto, per intervenire solo nella descrizione del contesto in cui tali vicende avvengono. Così facendo nella Parte prima del "Friday horror", ho avuto l'obbligo di continuare ad essere un narratore, senza quindi poter cambiare le cose a lavori in corso. Altro aspetto fondamentale di cui tener conto, è senz'altro l'ambientazione. Se sviluppo il racconto in una famiglia dell'alta nobiltà settecentesca, non posso di certo non utilizzare il Lei in ogni occasione; non sarebbe stato altrettanto se le vicende fossero state quelle di un uomo comuno dei giorni nostri. L'attenersi a tali forme può sembrare anche irrilevante ai fini del racconto, ma non è cosi. Quando si è soddisfatti del proprio lavoro e si è quindi sulla cosiddetta cresta dell'onda, si può essere colti da un'altra fase molto comune, l'impulso.
L'impulso
L'impulsività è una lama a doppio taglio, in quanto può apportare dei grossi benefici alla stesura della storia, ma al contempo può essere la causa par la quale si cade nei momenti di buio totale. Vi spiego. Colta dall'illuminazione e sentendomi appunto sulla cresta dell'onda, mi son lasciato prendere dall'impulsività di scrivere la storia di Hetan e di pubblicarla non appena avesse raggiunto gli standard di qualità che ricercavo nel mio racconto. Così facendo, mi sono impegnato nella pubblicazione (giornaliera, settimanale, mensile che sia) di una storia dalla trama ormai ben definita, ma senza sapere assolutamente come farla finire. Tutto questo perché, colto appunto dall'impulso di voler pubblicare la storia e ricevere consigli ed opinioni, non ho pensato a come la storia potesse finire, con il solito lieto fino o con il male che prende il sopravvento sul bene. Arma a doppio taglio, appunto. Perché se da un lato vi è la consapevolezza di dover inventare qualcosa con una certa urgenza per rispettare gli appuntamenti con il "Friday/Monday horror", dall'altro vi è sicuramente l'originalità della storia, che so svolge in base agli umori dei vari giorni in cui mi cimento nella scrittura. Si arriva poi, durante la scrittura di un testo di fantasia, inevitabilmente ad attraversare una fase brutta quanto essenziale: la "fase di buio".
Blackout
[Fonte-pbs.com]
Ed eccoci qua, arrivati alla fase che sto affrontando in questi giorni dove ho carenza di fantasia.
Fabri Fibra cantava: Pagina senza testo e punteggiatura, tu la chiami bianca io la chiamo PAURA
Ed è questo che vi accadrà inevitabilmente se mai vi cimenterete nella scrittura di un racconto di fantasia. Vi troverete li, a guardare la pagina bianca delle note del vostro smartphone o di un documento word del vostro pc, senza avere idea alcuna di come dare un senso ad un ipotetica fine della storiella. Ma come ho detto prima, questa fase di "blackout" sarà si brutta, ma FONDAMENTALE, perché vi darà la possibilità di varare tutte le idee che vi verranno in mente, dalle più assurde alle più plausibili, dando altra originalità al vostro racconto. L'importante è non lasciarsi abbattere, mettere un po' di pace nella propria mente, magari prendersi anche una pausa, per poi ributtarsi nell'impresa di trovare le parole giuste per dare un senso a ciò che avete scritto (e pubblicato d'impulso) fin'ora. Per uscire da questo periodo di paura misto a totale assenza di fantasia, bisogna esseri colti da una seconda illuminazione, che vi porterà a trovare una soluzione al vostro dilemma, e quindi vi trascinerà in un nuovo vortice di creatività. Alla fine di questa seconda illuminazione, il vostro racconto avrà preso forma, e sarete in grado di giudicare la vostra "opera", potendola leggere nel suo insieme, riuscendo così a trovare i pro ed i contro di ciò che avete appena scritto, in modo tale da darvi una mano nel prossimo racconto in cui vi avventurerete.
QUESTO POST È STATO SCRITTO NELLA MIA PERSONALE FASE DI BLACKOUT, CON LA PAURA DI NON RIUSCIRE A TROVARE UNA FINE DECENTE ALLA STORIA DI MIA CREAZIONE, MA CON LA CONSAPEVOLEZZA DI VOLERCI PROVARE FINO AD ESSERE SODDISFATTO.