Eppure speciale.
Così è ogni giorno che passo qui, al mio paese natale.
Ci ho vissuto per 32 anni, circa, nonostante allontanamenti mai definitivi, come ad esempio quando andai fuori a studiare per l'università.
Pur lontano (neanche tanto) il mio centro vitale restava sempre questo.
Dodici anni fa, invece, cambiai quella dicitura sulla carta d'identità, nel campo che riporta 'residente a'.
Qui, complice anche il difficile rapporto con mio padre e la scomparsa di mia madre, tornai sempre meno.
Gli anni però fanno sempre cambiare prospettiva, limano tutto. I dolori, i dissapori. Anche i ricordi.
E così tutto passa, la nostalgia prende il sopravvento ed è da un po' che cerco di tornare più spesso.
Ho deciso quindi di passare pasqua a casa, approfittando di una gara di agility nelle vicinanze.
Oggi, nonostante un cielo color piombo, una minaccia di tempesta e qualche goccia, abbiamo fatto la nostra bella grigliata.
Io e mia moglie Laura, mio fratello e la sua compagna, mio padre.
Una volta attorno ad un tavolo eravamo tanti, e tanti oggi non ci sono più.
È una sensazione strana. Si guarda al futuro, ma manca qualcosa, mancano dei solidi riferimenti del passato.
Tutto cambia, e nulla è eterno.
Me lo ricorda, anche oggi, la natura, che costantemente muore e si rigenera, trasformandosi.
La cosa difficile da accettare, per noi che da bambini vedevamo un mondo solido ed immutabile, è proprio il ritmo naturale delle cose.
Un giorno saremo anche noi un semplice ricordo.
L'unica cosa che possiamo fare è far sì che sia un bel ricordo.
(Foto dell'autore.)