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IRONIA...
..quanti significati si possono dare alla stessa parola!
Ma è molto difficile saperla usare e dosare, per evitate di risultare grotteschi. La parola trae origine dal greco e letteralmente significa "dissimulazione"
Dovendo dare un significato a questo termine rimanendo fedele al mio modo di pensare, la definizione che si avvicina di più è questa:
Alterazione spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l'apparente dissimulazione della sua vera natura o entità
In parole povere, raccontare un "fatto" nel quale è nascosto il classico fondo di verità e farlo in maniera divertente .
Se poi questo racconto lascia spazio alla riflessione, lo scopo è completamente raggiunto.
L'ironia è uno degli strumenti più potenti che esistono, la si trova in letterattura (si pensi a Socrate), nel cinema o semplicemente nella vita di tutti i giorni.
Può essere la chiave giusta per parlare di argomenti che altrimenti si sarebbero evitati perchè magari "pesanti" o impegnativi, facendolo con una leggerezza tale che alla fine rimanga la voglia e la lucidità per rielaborare con maggiore profonfità quanto letto o sentito.
Amo molto questo strumento e se la mia attenzione è catturata da argomenti importanti (il cui concetto va tarato sulle varie situazioni e inserito in un contesto preciso), spesso mi piace rielaborare tale argomento in chiave ironica.
Ho scritto due post in chiave ironica ("Lo strano caso del dottor Ginovotino e del signor Ginomalandrino" e "Una vita da Steemiano: la Steemitpatia") e il fatto che entrambi siano stati premiati nel PODIUM e abbiano ricevuto un numero di commenti superiore alla media dei commenti dei miei post, mi fa capire come l'impianto ironico degli stessi sia stato apprezzato e che se ben dosata l'ironia può essere la chiave per creare articoli di successo.
Se ben dosata... appunto. Il confine tra ironia e comicità è sottile e labile, basta poco per attraversarlo.
Niente contro la comicità, ma il presupposto di partenza è completamente diverso.
L'ironia ha come scopo implicito quello di far scaturire una riflessione dissimulando i fatti reali mentre la comicità ha come scopo quello di far ridere e basta.
Riso contro risata.. stessa radice, obiettivi e risultati diversi.
Nonostante i miei "soli" quarant'anni, sono nato e cresciuto con i film di Totò che io reputo il maestro dell'IRONIA. I suoi films sono uno spaccato dei tempi in cui viveva o di quelli appena trascorsi.
Immagine di pubblico dominio - Legge 22 aprile 1941 n. 633
Per questo penso che Antonio de Curtis rappresenti l'ironia cinematografica per eccellenza.
Nonostante il sorriso che le sue pellicole suscitavano (e suscitano tutt'ora in quanto intramontabili), i temi trattati erano di estrema attualità:
- la ricerca della casa nel dopoguerra (Totò cerca casa)
- le tasse (I tartassati)
- case chiuse con la legge Merlin (Arrangiatevi!)
- i tempi moderni (Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi)
per citarne alcuni che sono tra i più conosciuti dal grande pubblico.
L'ironia non risparmiava neanche i temi più difficili quale la morte; celebre questa sua frase:
“Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis».
Un genere, quello del cinema ironico come rappresentazione di una realtà, che ti lasciava sempre l'amaro in bocca.. quella sensazione di esserti divertito e di aver riso eppure di aver visto uno spaccato di vita reale.
Come dimenticare tra gli attori di spicco di quell'epoca il grande Vittorio De Sica e l'Albertone nazionale, Alberto Sordi.
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Lo so, sebbene io sia figlio delle TV a colori i miei films preferiti rimanevano (e rimangono) sempre quelli in bianco e nero, sia per lo spessore della recitazione sia per questo "restogusto" che ti lasciavano non appena comparivano i titoli di coda.
Molti storceranno il naso, ma da buon pugliese inserisco tra i maestri dell'ironia cinematografica (passatemi il termine) anche Lino Banfi in una specifica fase della sua carriera cinematografica: gli anni '80.
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Abbandonata la commedia sexy all'italiana, infilò una serie di film che altro non fanno che ironizzare su temi importanti come l'emigrazione e l'illusione della vincita al totocalcio come fuga dalla precarietà (Al bar dello sport) , il tradimento (Spaghetti a mezzanotte), le credenze popolari riguardo il malocchio (Occhio malocchio prezzemolo e finocchio), Il calcio e le combine (L'allenatore nel pallone), la disoccupazione (Vieni avanti cretino).
Conoscete un modo migliore per ironizzare su temi così importanti se non strappando un sorriso?
Insomma, ironia come forma di comunicazione atta a introdurre temi importanti e far riflettere, in modo leggero. Difficile ma sicuramente d'effetto.
Questo mio articolo trae spunto da due commenti al mio post sulla Steemitpatia (che ho citato anche prima) che mi hanno particolarmente colpito:
:
"fantastico post, divertente e molto molto più profondo di quello che appare."
:
"...Bellissimo post, mi ha fatto sorridere ma nella sua leggerezza da anche dei begli spunti di riflessione, complimenti!!!"
Due commenti che hanno colto lo spirito dietro le parole ironiche, cogliendo il vero senso del post.