Nella mia vita sono sempre stato un grande viaggiatore, soprattutto sui mezzi pubblici: autobus, pulmini ed in particolar modo treni.
Sono un amante dei viaggi in treno.
Oggi vi vorrei quindi raccontare la storia di un treno.
Il treno di SPI
CC0 Creative Commons
Questo treno era un treno giovane, aveva appena un anno, e lo avevano costruito delle menti particolarmente ingegnose, che avevano capito che questo treno, con molte probabilità sarebbe arrivato lontano nelle terre di Steemit, un mondo nuovo ed inesplorato. L'obiettivo primario era viaggiare: non esisteva una meta. Viaggiare per conoscere.
La particolarità di questo treno era che su di esso potevano salire solo chi avesse il biglietto con la siglia ITA. All'inizio erano veramente pochi ed il treno era composto da appena 2-3 carrozze.
I primi viaggiatori, insieme ai creatori del treno SPI si posizionarono in cima al treno.
Alcuni di questi passeggeri erano saliti con la consapevolezza che il loro obiettivo fosse viaggiare, ma molto probabilmente con la macchina che avevano a casa avrebbero avuto maggiore libertà e sarebbero riusciti a raggiungere mete più lontane; avevano comunque preferito salire su quel treno, perché senza di loro quel treno non sarebbe neppure partito.
Durante il viaggio i passeggeri si scambiavano opinioni e storie: chi parlava di scienza, chi di cucina e chi di sport. Le tematiche erano varie e tra le varie carrozze c'era un bel via vai di persone.
Il treno durante il suo viaggio si fermava lungo le varie stazioni che trovava: alcuni utenti sceglievano di scendere e molti altri invece salivano. Inizialmente ai nuovi passeggeri era destinata una carrozza speciale, dove alcuni "controllori" spiegavano quali fossero i comportamenti da tenere sul treno e come muoversi al suo interno. Una volta che avessero dimostrato di aver compreso le regole avrebbero avuto libero accesso a tutte le carrozze ed incontrare anche gli altri.
CC3 Creative Commons
Il viaggio proseguiva libero nel suo percorso, stazione dopo stazione; passeggero dopo passeggero. C'era chi con il tempo acquisiva maggiore esperienza e chi invece ammirava i creatori per aver creato questo magnifico treno per poter viaggiare tutti insieme in Steemit.
Ovviamente il treno aveva bisogno di carburante per poter continuare la sua corsa: finanziatori dal grande cuore e gli stessi creatori del treno SPI compravano quel carburante che permettesse al mezzo di procedere inarrestabile soprattutto rapido.
Mentre il treno viaggiava, alcuni passeggeri erano soliti guardare del finestrino e notare come ci fossero tanti utenti che viaggiassero per Steemit non sul loro treno: alcuni con auto sfreccianti e dalla grossa cilindrata andavano in lungo ed in largo velocissimi, ma moltissimi erano anche a piedi e da soli. Alcuni preferivano notare quei viandanti solitari e lenti, mentre altri erano più propensi ad essere incuriositi dai proprietari di belle auto sportive.
Per incentivare la condivisione delle storie sul treno si era scelto anche di regalare dei premi, così che il viaggio potesse proseguire con maggiore facilità. Tali premi spettavano giornalmente ai più meritevoli, scelti dal gruppo dei controllori. C'era chi vinceva spesso e chi mai. In particolare chi era solito vincere molto spesso creava malumore tra chi invece si vedeva spesso perdente. Così si scelse che si sarebbero dati solo due premi ogni settimana allo stesso passeggero, così che i premi fossero equamente distribuiti.
Questo non piacque a tutti, ma erano le regole che i costruttori del treno SPI avevano scelto di adottare. I passeggeri per un attimo sembrarono quasi dimenticare quello che fosse stato il treno prima dei premi.
Un giorno però le proteste iniziarono ad essere sempre più accese e molti iniziarono a pensare che il treno fosse di loro proprietà, poiché loro stessi, in maggioranza, erano il treno stesso; dimenticandosi però che il treno fosse di proprietà di chi lo aveva costruito e procedesse grazie a chi metteva il carburante.
Così una sera il treno rallentò moltissimo.
Si fermò quasi.
CC0 Creative Commons
Non si seppe esattamente la causa, ma sta di fatto che molti pensarono di scendere e di proseguire il cammino per la loro strada, a piedi come molti altri; certi proposero di trovare un pulmino e proseguire con quello , ma per molti questa sembrò una soluzione troppo fantasiosa; altri iniziarono a cercare un altro mezzo.
La maggior parte però decise di rimanere sul treno, ormai quasi fermo.
Le storie si continuavano a raccontare su quel treno, ma non era più come prima. Non c'erano più i premi che avevano fatto sognare alcuni/molti passeggeri. Il treno incominciava a diventare molto triste. Il malumore serpeggiava: perché questo treno si era fermato? Eppure a tutti piaceva viaggiare e raccontare storie!
Quale miglior cosa se non il treno SPI?
Molti tristemente si arresero, senza capire il motivo per cui, un bel treno come quello di SPI, tutto d'un tratto si fosse fermato. Le ipotesi erano tutte dirette in un'unica direzione: il malumore interno dei passeggeri nei confronti di chi quel treno lo aveva costruito e lo faceva viaggiare era la causa di tutto.
MORALE DELLA FAVOLA
Anche se poi una favola non è...forse!
Queste persone malcontente se ne scendano dal treno e proseguano il loro viaggio da sole, senza dare fastidio agli altri passeggeri che vogliono continuare ad abitare quel treno che ha fatto conoscere loro tante persone e tante storie. Gli scontenti continuino il loro viaggio a piedi o su qualsiasi altro mezzo senza disseminare malumore sul treno che era tanto felice.
Perché la tua libertà finisce quando inizia quella degli altri!
...d'altronde è comunque pur vero che mettere d'accordo 25 persone è sempre più facile che metterne d'accordo 500. Se si sceglie di farne salire 500, il rischio che qualcuno non voglia viaggiare nella stessa direzione ci può pur essere, ma se queste persone sono il 10%, quanto può valere la loro parola? E soprattutto: a causa loro, il treno che tanto è costato a chi lo ha costruito e lo ha portato in giro per Steemit dando soddisfazione a moltissimi passeggeri, può fermarsi?