Sono passati ormai cinque mesi dal mio ingresso su Steemit, e mi sembra una vita.
Da allora ho fatto tante conoscenze qui sopra. Sono arrivato qui, grazie al consiglio di , durante una intervista che lei fece a me, in una live su youtube.
Arrivato sulla piattaforma, mi sono trovato molto spaesato, ma ho trovato un angelo custode, nonché maestro d'asilo, che mi ha preso per mano e mi ha guidato. Prima mi ha fatto capire i rudimenti per stare dentro la comunità in modo degno, e poi è passato a spiegarmi i meccanismi più complicati.
Con questo maestro, , è nato anche un bel rapporto di stima reciproca...ma perché non osare a spingerci più in là...parlando di amicizia?
Oltretutto, ora siamo colleghi, essendo diventato pure io maestro d'asilo!
Scambiandoci opinioni in privato, su una quantità varia di argomenti, abbiamo scoperto di avere visitato le nostre rispettive città di residenza, e quindi ci siamo detti:
Perché non raccontiamo entrambi, come è andata la visita nella città dell'altro?
Il sogno della A, le trasferte gastronomiche, le tagliatelle e i cantucci
Negli anni 2000, il Rimini Calcio ha vissuto il periodo più florido della sua storia.
La compagine del mister Leonardo Acori, e del Presidente Vincenzo Bellavista, stava facendo sognare i riminesi. Già si cominciava a sognare la serie A. Il presidentissimo era molto determinato, e si respirava la sensazione che "questa volta si fa sul serio".
Chi non dimentica la prima partita in serie B della Juventus? Quel 1-1 Con gol di Paro per la Juve, e Ricchiuti per il Rimini, contro niente di meno che Buffon?
L'entusiasmo era alle stelle, e ogni settimana, in città veniva fondato un club di supporter del Rimini. Pure io e miei amici, abituali frequentatori dello stadio, volevamo avere un club nostro.
Così, decidemmo di fondare il Tagliatella Group.
foto dell'auotore
Volevamo trasmettere un messaggio distensivo. Non volevamo essere un gruppo ultras, con nomi belligeranti.
La nostra filosofia era:
Andiamo a seguire la nostra squadra in trasferta? Perché non approfittarne per visitare i ristoranti del luogo, assaporando i piatti tipici, e poi in tutta calma a vedere la partita?
Il nostro striscione, che raffigurava il logo che ho riportato qui sopra, aveva l'intento di dare questo segnale:
Siamo qui senza intenti bellicosi...noi portiamo le tagliatelle, mica spranghe e coltelli!!!
Facciamo uno scambio interculturale e gastronomico?
La trasferta a Prato, per quel campionato, era in programma il 23 Novembre 2003.
I ricordi sulla città di Prato sono vaghi. A parte il risultato finale, con la vittoria del Rimini per 2-0, non ho proprio avuto la possibilità di soffermarmi a visitare il centro della città.
Per esempio mi sono perso la visita al Duomo. Da quel pulpito parlò Papa Giovanni Paolo II nella sua visita del 19 marzo 1986.
Immagine CC03 creative commons - Fonte: Wikipewdia
Autore:Sailko
Ricordo però che il connubio partita più specialità gastronomiche del luogo, funzionò a meraviglia.
Andammo a mangiare in un ristorante toscano veramente ottimo, e la cosa che non poteva mancare era senz'altro la fiorentina.
Immagine CC0 creative commons - Fonte: pixabay.com
Non sono abbastanza esperto per dire se la fiorentina che ho mangiato era fatta con tutti i crismi, per renderla degna del suo nome, ma ricordo perfettamente che aveva un bell'aspetto. Proprio come quella della foto qui sopra.
Un particolare simpatico che ricordo, fu che abbiamo sentito la voce del cuoco proveniente dalla cucina, indispettito da una richiesta fatta da un altro tavolo.
Era stata richiesta una fiorentina ben cotta. E quindi il cuoco, rivolgendosi al cameriere:
Torna in sala e riferisci al cliente, che qui fiorentine ben cotte non si fanno. La fiorentina si mangia aisangue. Io la fiorentina ben cotta un gliela fò.
Dopo dolce e caffè, il finale naturalmente con vin santo e cantucci.
foto dell'autore
Il Lunedì precedente, un servizio di una trasmissione locale, sulla prossima avversaria del Rimini, aveva dato questo avvertimento:
Se andate a Prato, non ordinate MAI i cantucci, dovete chiamarli biscotti di Prato! I pratesi ci tengono!
Naturalmente abbiamo seguito questo consiglio.
Su Prato città, quindi, non posso dire di avere visto granché. Ci sono stato solo in quell'occasione, vedendo solo il ristorante e lo stadio, e forse in un altra circostanza, qualche anno dopo. Ma sempre di passaggio. Occasioni del tipo toccata e fuga.
Ma adesso che ho scoperto di avere un amico che ci abita, può essere un pretesto per tornarci. Così avrò modo di parlare di Prato in maniera più dettagliata. E magari avrò un altra occasione per scrivere un ulteriore post.
Che dici ?