Non la zona dove d'estate c'è la passeggiata con i negozi turistici.
Ecco un esempio, di una mia conversazione telefonica, realmente avvenuta:
Io sono in centro, sono appena arrivato
Bene! sono in zona, sto arrivando. Aspettami sotto l'arco va bene?
.... sotto a cosa?
Sotto l'arco! L'arco d' Augusto
....Davide, ti ricordo che non sono di Rimini, che locale è L'arco d'Augusto?
L'arco d' Augusto non è un locale, è un monumento
...AH!
Ad onor del vero, la zona mare è anche chiamata Marina Centro, ma il centro di Rimini, è il centro storico. A circa 1 Km di distanza dal mare.
In queste occasioni, non vi nascondo un leggero fastidio, e pur rischiando di apparire snob e pedante, mi preme precisarlo!
Rimini è una città antica. Non è una città giovane, nata per il turismo.
É stata fondata dai Romani nel 268 a. c. e la testimonianza più evidente, di ciò che scrivo è data dai monumenti tuttora presenti e simboli della città. Anche se, ad onor del vero, i primi insediamenti in questi territori, risalgono ancora ad epoca precedente.
Due dei monumenti, tra i più importanti della città, e che evidenziano la sua caratterizzazione con l'impero romano, sono sicuramente l'arco d'Augusto e il ponte di Tiberio.
In questo post, vi parlerò del Ponte di Tiberio:
foto dell'autore
Questo ponte, è davvero un portento di ingegneria, considerata l'epoca in cui è stato costruito.
Da proprio la sensazione di solidità.
Fu iniziato da Augusto nel 14 d.C. e terminato appunto da Tiberio nel 21 d.C.
É un ponte, dove tuttora passa gran parte del traffico cittadino, e senza il quale, Rimini sarebbe spezzata in due.
Beh...non esageriamo, ci sono altri ponti per attraversare il fiume Marecchia, ma il ponte di Tiberio offre un alternativa indispensabile e rende il traffico meno congestionato.
Le varie amministrazioni comunali, che si sono susseguite negli anni, hanno studiato varie soluzioni per poterlo chiudere alle auto per preservarlo, e farlo diventare solo pedonale.
Ma bisognerebbe costruire un altro ponte alternativo, dove far passare il traffico, e quindi per il momento, rimane così.
Da qui, partivano fin dall'inizio della costruzione del ponte, due delle vie consolari più antiche.
La via Emilia fino ad arrivare a Piacenza e la via Popilia che raggiungeva Aquileia.
La leggenda del ponte
C'è una curiosa leggenda che riguarda il ponte di Tiberio.
Una di quelle leggende tramandate da padre in figlio.
La leggenda narra che al tempo della costruzione del ponte, gli uomini che cercavano di mettere pietra su pietra la struttura portante, non riuscivano a trovare una soluzione adeguata, per resistere alla potenza dell'acqua, soprattutto nel periodo delle piene del fiume.
Così, ogni tentativo era vano, ed ogni volta la struttura portante crollava.
Tiberio, chiese aiuto al Diavolo di aiutarlo a far si che il ponte che stava costruendo, potesse essere solido e robusto. Il Diavolo acconsentì alla richiesta, ma naturalmente qualcosa in cambio voleva avere.
Il patto col Diavolo, quindi, prevedeva che l'anima del primo che avesse attraversato il ponte una volta finito, fosse di sua proprietà, e quindi, destinata all'inferno.
Il giorno dell'inaugurazione, era tutto pronto, anche se dubito fortemente ci fosse stato il sindaco con fascia tricolore a tagliare il nastro.
Tiberio, non rispettò il patto, o meglio attuò una furbizia.
Fece attraversare il ponte, per primo.... da un cane (poverino).
Il Diavolo arrabbiatissimo, cercò di fare crollare il ponte prendendolo a calci, ma ormai il ponte era stato costruito così robusto, che neanche l'ira diabolica riuscì ad abbatterlo.
A dare credibilità alla leggenda, ci sono dei bassorilievi a forma di impronta di piede animalesco su una delle pietre che sorreggono la struttura.
Resiste a tutto!
Nonostante questa leggenda, il nostro ponte, nel corso della storia è stato più volte a rischio.
Ha resistito a diversi terremoti, due in particolare sono ricordati tra i più violenti, nel 1672 e nel 1786.
Ma ci sono varie vicissitudini che riguardano il ponte, attribuibili all'uomo, e non ai terremoti.
Nella storia recente, per esempio, il destino del ponte incontrò quello del maresciallo tedesco Trageser, che coordinava la ritirata dei nazisti, quando ormai, alla fine della seconda guerra mondiale gli alleati avevano preso il sopravvento.
I tedeschi volevano abbattere tutte le vie di fuga, per non farsi raggiungere dagli alleati e il ponte di Tiberio era una di queste. Ma le mine che furono poste sui piloni che sorreggono il ponte, non ebbero un potere esplosivo tale, da fare crollare il ponte. Qualche pietra fu scalfita, ma il ponte non crollò.
Qualcuno presente, riportò agli storici, la testimonianza che ci fu solo tanto fumo, infatti Trageser riferì ai suoi superiori di essere riuscito a farlo crollare.
Non so se, fu una bugia voluta, o se il fatto che ci fu molto fumo lo convinse della cosa.
In ogni caso, probabilmente non ci sarebbe stato tempo di posizionare altro esplosivo, visto che gli alleati erano alle calcagna, ed infatti la città fu liberata subito dopo.
Credo che a Roma, di ponti simili, ce ne siano diversi.
Ma questo di Rimini caratterizza la città, ed è uno dei motivi di vanto di noi riminesi.
Tutti noi ne siamo affezionati. A me personalmente, piace attraversarlo a piedi.
Al centro del ponte, si possono notare delle incisioni in latino, e toccando la pietra si ha proprio la sensazione di solidità, di qualcosa di indistruttibile.
foto dell'autore
Sembra incredibile di quante opere antiche, sparse per il mondo, ma soprattutto in italia, siano fatte per durare nel tempo.
L'obsolescenza programmata....non era ancora stata inventata...
Ma anche questa, è un altra storia!
Alla prossima!!!