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Bentornati amici di Steemit! Qui è il vostro amichevole Mr. Lica di quartiere che vi parla!
Nella mia ultima calata nel mio piccolo paesino siculo, ho notato una strana invasione; non di alieni, ne parlerebbero i telegiornali (almeno credo), non di turisti, ma di Tribute band.
Per chi non lo sapesse, le Tribute band sono gruppi che decidono di suonare canzoni soltanto di una band celebre, riproponendo spesso la stessa scaletta di un concerto celebre (ad esempio alcune Tribute dei Queen ripropongono nella sua interezza “Live at Wembley”), cercando di copiare in tutto e per tutto anche i suoni, strumenti e abiti, e sono una cosa diversa rispetto alle “cover band” che propongono una scelta di brani di bendi differenti affini ai loro gusti musicali, cercando di inserire anche qualcosa di proprio.
Mi rendo conto che esistono Tribute fenomenali (me ne vengono in mente una dei Pink Floyd e una dei Black Sabbath), ed altre penose (una dei Kiss su tutte), ma perché questi gruppi rappresentano il male assoluto?
Il discorso è molto semplice: ogni volta che una tribute band suona in un locale, un gruppo che propone pezzi originali non trova spazio per esibirsi, il che li avvilisce e li spinge a convertire il proprio progetto di inediti anche loro in qualche fotocopia di altre band, in modo da poter suonare in giro e racimolare qualche soldino, che non fa mai male e non fa schifo a nessuno. Un’altra domanda che bisogna porsi è il perché queste Tribute vanno così forte; la risposta che mi sono dato si rispecchia nel fatto che a noi piace sentire sempre le stesse cose: i fan dei Metallica ascolteranno solo Metallica e affini, mentre i fan di Gigi D’Alessio ascolteranno sciacquoni del water e simili, quindi il solo pensiero di alzare il culo per andare ad ascoltare qualcosa di nuovo è uno sforzo eccessivo; preferiamo ascoltare cose già note e che possiamo cantare a squarciagola. Inoltre va detto che le Tribute soddisfano una necessità geografica, infatti un grosso nome verrà in Italia una volta ogni 2-3 anni con poche date (sempre che vogliano passare per il nostro territorio), mentre la Tribute è ovunque in Italia, dai piccoli paeselli con le loro sagre a festival non trascurabili, quindi che è distante km dall'unica data italiana di qualcuno, preferirà andare a vedersi una Tribute, perché è "la cosa che più ci si avvicina".
Sia chiaro, mi è successo di ascoltare Tribute Band che mi sono piaciute (in serate non a pagamento, non pago per sentire cose che posso sentire a casa tranquillamente sul mio divano), ma sapere che in festival di musica locale, esiste un’intera serata dedicata alle a questi tipo di gruppi mi fa girare un po' gli ingranaggi, perché è spazio che viene tolto a chi ci crede e chi ci prova davvero.
Diciamoci la verità, è vero che puoi metterci mesi per studiarti i suoni perfetti e la scaletta del concerto Tal-Dei-Tali, ma scrivere qualcosa di tuo, con i tuoi suoni e i tuoi pensieri è tutta un’altra cosa, sia come livello di difficoltà sia come intensità e soprattutto come emotività.
Questa cultura malata delle Tribute, inoltre, si rispecchia anche nell’obbligo di portare delle cover nei piccoli festival di gruppi emergenti, poiché, secondo gli organizzatori, se fai solo pezzi tuoi nessuno ti verrà ad ascoltare, se fai, invece, qualche cover qualcuno verrà (anche se, come mi è successo in prima persona, imporre 3 cover quando si ha lo spazio di 30 minuti mi sembra eccessivo). Questo era il mio punto di vista e so che non gliene fregherà niente a nessuno, ma ci tenevo a dire la mia, ora tocca a voi restare in casa quando suonano delle Band-fotocopia (che poi sono sempre degli stessi gruppi, boh) e cercare di dare spazio a chi si spacca il culo per fare qualcosa di originale...e fidatevi: ne vale la pena!