Pink Floyd Una leggenda musicale
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Oggi dopo molteplici post inerenti al mondo della musica rock è giunto il momento di dedicare questo nuovo al gruppo che forse di più ho amato e che è stato capace di regalarmi emozioni uniche , sto parlando dei mitici Pink Floyd gruppo considerato tra i primi a proporre la cosi detta musica “psichedelica” , ma perché questo nome , cosa ha di tanto speciale ? , la sua caratteristica e quella di smuovere la psiche dell’ascoltatore , ed in questo i Pink Floyd sono stati dei maestri.
Hanno sempre affermato che per loro la musica senza l’immagine non è nulla , come non dargli ragione , chi come il sottoscritto ha avuto la fortuna di vederli dal vivo può comprendere benissimo quando davvero l’immagine associata ad il suono riesca davvero a smuovere la nostra psiche , pignoli a tal punto di chiedere il supporto di ingegneri della “Nasa” durante alcuni loro concerti , sappiamo benissimo della loro maniacale perfezione , basta ascoltare il loro capolavoro The Dark Side Of The Moon per averne conferma , un disco tecnicamente perfetto , di un tecnicismo davvero maniacale , questo disco è una pietra miliare della musica rock , uscito nel lontano 1973 ed ancora presente nelle classifiche mondiali , per non parlare poi dei milioni di copie vendute e di come questo disco li abbia anche resi economicamente rbenestanti.
Nei loro concerti il pubblico viene trasportato verso dimensioni nuove dove la lo psiche inizia un viaggio piacevole verso mondi sconosciuti e surreali.
La loro carriera musicale è stata molto prolifica , ed ogni nuovo lavoro è stato un successo , una storia nata nel 1967 con l’uscita del primo disco The piper at the gates of down ed è subito successo , il disco scala le classifiche musicali , anche se l’influenza del periodo Beat è ben presente possiamo già scorgere nel loro stile quel genere appunto definito poi psichedelico.
Seguono A saucerful of secrets e More colonna sonora dell’omonimo film , sempre a livello cinematografico collaborano anche con “Michelangelo Antonioni” per “Zabriskie Point”.
Il primo vero capolavoro però vedrà la luce nel 1969 con Ummagumma , qui la psichedelia viene messa in piena evidenza , il doppio disco è suddiviso in due parti , una completamente live mentre l’altra è una sorta di sperimentazioni ed improvvisazioni dove questi quattro folli ci conducono nel loro mondo , il disco è un capolavoro e consiglio di ascoltarlo.
Atom Heart Mother del 1970 sarà la definitiva consacrazione del gruppo , su questo disco ci sono diversi aneddoti , quello forse più curioso è il motivo della copertina dell’album dove vengono raffigurate delle mucche , sembra che prima dell’uscita del disco in una fattoria dove vi era la presenza della filodiffusione il proprietario decise di far ascoltare i brani che poi saranno introdotti in “Atom Heart Mother” , il risultato fu che la produzione di latte risultò maggiore , comunque per gli amanti della buona musica anche questo è un capolavoro che va assolutamente ascoltato.
Seguirà la parentesi di Live at Pompei dove vi è nuovamente il ritorno quasi maniacale alla scenografia suggestiva associando appunto immagine/suono e come non riuscirci nel miglior modo all’interno dell’antico anfiteatro , dove i quattro musicisti danno vita alle loro fantasie ed improvvisazioni.
Nel 1971 esce Meddle in questo disco brani come “Echoes” e “One of this Days” sono di una bellezza indescrivibile , il basso di “Waters” emerge su tutto , ma nel complesso è tutto il sound sprigionato dai singoli componenti a rendere questi sue pezzi davvero unici.
Con la successiva l’uscita La Vallèe i Pink ritornano a produrre una colonna sonora , anche se la criticà lo considererà assieme al successivo disco del 1972 Obscured by Clouds un periodo di appannamento artistico , effettivamente come il titolo del disco sembra che il gruppo sia un pò “offuscato dalle nuvole” .*
Ma forse serviva proprio un periodo di pausa e di riflessione artistica prima di sferrare il grande colpo e nel 1973 esce il loro capolavoro in assoluto The Dark Side Of The Moon , credo ci sia ben poco da aggiungere su questo disco , bisogna solo ascoltarlo ed inchinarci davanti a tale opera , nessuno può negare che è considerato tra i 10 dischi più belli della storia del Rock , io lo metto addirittura per primo , ogni volta che lo riascolto mi rendo conto di quanto sia ancora attuale nel tecnicismo e nella perfezione musicale , eppure stiamo parlando di 45 anni fa , sinceramente se dovrei consigliare dei brani sarei in difficoltà perché alla fine è tutto il disco stupendo e d’ascoltare.
Il 1975 è l’anno di Wish You Were Here , dedicato all’ex membro del gruppo “Syd Barrett” , sicuramente non un disco a livello del precedente capolavoro ma pur sempre di ottima fattura.
Animals datato 1977 è un lavoro passato sotto l’indifferenza dei critici del settore , ma che io invece considero molto bello , forse quello che mi colpisce è l’amalgamarsi dei loro 4 stili che si fondono nella loro piena maturità musicale facendo uscire un suono unico che diventerà un marchio di fabbrica , vi dirò di più in questo disco si inizia a respirare qualcosa di “The Wall” , del miglior “Waters”.
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Ed eccoci a The Wall , altra pietra miliare della musica , se “Dark Side” è il loro miglior lavoro con il doppio “The Wall” raggiungono i livelli artistici di quel lontano 1973 , “Comfortably Numb” , “Hey You” ed “Another Brick in the Wall” tanto per citare alcuni brani sono delle chicche , anche qui emerge la forza artistica di Waters , tutte le sue fantasie gli incubi e le paranoie dovute alla perdita del padre in guerra sono trasmesse all’ascoltatore , disco assolutamente da tenere nella propria discografia.
The Final Cut come dice anche il titolo è “il taglio finale” , l’ultimo saggio di Waters che dopo questo disco lascerà la band , un addio dove per l’ennesima volta lui vuole renderci partecipi dei suoi incubi che vengono messi in risalto in “The post war dream” e in “The gunners dream”.
Inutile dire che con la fuoriuscita di Waters il gruppo benchè continuerà a produrre ottimi lavori non riuscirà più a raggiungere quei livelli artistici , infatti anche a livello di vendite A Momentary lapse of reason del 1987 e The Division Bell non avranno grande riscontro , dimostrazione è che si susseguiranno uscite di dischi Live e rimasterizzazioni fino al recente The Endless River del 2014 , dedicato al compianto “Wright” scomparso qualche mese prima , insomma un nuovo lavoro che non fa danni ma nemmeno lascia il segno , d’altronde credo che la storia dei Pink si sia fermata appunto con quel Final Cut.