Eccomi, dopo diverso tempo che avevo lasciato in sospeso questa sorta di "saga" del mio passato tecnologico, alla terza ed ultima parte.
Oggi vi narrerò quelli che sono i ricordi inerenti al mio lontano acquisto del mio primo telefono cellulare (all'epoca chiamato anche palmare e portatile)
Settembre 1996
Uno degli amici del gruppo che frequentavo all'epoca, aveva comprato da un paio di mesi, un Nokia 2110.
Fu il primo telefono cellulare che fece capolino lì da noi.
Lo scrutavamo come se fosse una cosa fantascientifica, piovuta dal cielo, con emozione e curiosità.
Ricordo ancora l'emozione, quando il suddetto amico mi concesse di fare una brevissima telefonata a casa, per avvisare mia madre che non sarei tornato per cena quella sera.
Rimasi stupefatto dalla comodità che questo oggetto restituiva: non dovevi sbatterti per le cabine telefoniche (e non mi riferisco SOLO a quelle FUORI SERVIZIO :D) , sperare di avere degli spiccioli in tasca, oppure dover comperare la scheda telefonica e sbattimenti vari di contorno per fare una semplice telefonata di pochi secondi.
Fonte: Wikimedia
In quegli anni, il telefono cellulare era tutt altro che diffuso : appannaggio perlopiù di rappresentanti, manager, imprenditori , era ancora troppo costoso acquistarlo (e sopratutto mantenerlo) per un utilizzo nel tempo libero : per cazzeggiare c'erano le assai più economiche (e già citate) cabine telefoniche o in alternativa, il telefono di casa (a patto che genitori, sorelle e fratelli fossero altrove e non presso il nostro domicilio).
Fonte: Wikipedia
Era altresì considerato uno status symbol : farsi vedere con il telefono cellulare all'orecchio, per la strada, attirava l'attenzione, ma chi mi conosce sa benissimo che a me di questo non interessava un bel niente.
Come non mi interessava quella stupida trovata di negozi per corrispondenza (così si chiamavano prima dell'avvento delWeb) che vendevano, per circa ventimila lire, dei telefoni cellulari-giocattolo, fedelissimi come aspetto a quelli veri, che avevano il puro scopo esibizionista ossia fingerne l'utilizzo in pubblico.
Tuttavia, lavorando e percependo un ottimo stipendio fisso (del resto eravamo ancora in piena epoca delle lire) e attratto dal mio amico, mi feci accompagnare da lui presso uno dei pochi rivenditori Omnitel della mia città per consultare sia le tariffe che questa nuova compagnia telefonica, nata per arginare il monopolio della gigante Telecom Italia Mobile, offriva, sia per la scelta dell'apparecchio che mi avrebbe accompagnato, di li a venire.
Fonte: Wikimedia
Mitsubishi MT-10
Nonostante il gestore del negozio di telefonia insistesse per farmi acquistare il telefono del momento, ossia un Motorola 7600, che a me non piaceva per niente, i miei occhi oramai si erano innamorati di un semi-sconosciuto Mitsubishi MT-10:un GSM dal costo di 640.000 lire.
Non servirono a niente le raccomandazioni del gestore del negozio: io quando mi impuntavo su una cosa, non ascoltavo niente e nessuno.
Più o meno come oggi.
E' un difetto? Non saprei, ma tant'è.
Fatto sta che quel giorno, un timido e insignificante 10 settembre, uscii da quel negozio sia con un telefono fico, sia con un numero di telefono ancora più fico.
Mi fu assegnato un numero che più semplice da ricordare non sarebbe stato possibile:
0347-3535351
(non cercatemi su Whatsapp : è disattivo da molti anni :D)
Feci la mia prima telefonata, dieci minuti dopo, a casa della mia ragazza dell'epoca e mi sentii un Dio: avevo telefonato, con il mio telefono cellulare, da un luogo che non fosse una cabina telefonica o casa mia, bensì mentre ero in movimento.
Difficile trasmettere oggi una emozione simile.
Tariffe
Altrettando difficile fu la gestione delle famigerate tariffe a fascia oraria che la Omnitel in quel momento offriva.
Non esistevano offerte di nessun tipo, non esistevano ancora gli SMS nè la visualizzazione del numero chiamante, non esisteva tantomeno la Sim ricaricabile : il telefono serviva solamente a chiamare e ricevere e ogni due mesi, presso il proprio domicilio, si riceveva il conto telefonico e la copertura del segnale era appena del 49% !!
Foto di mia proprietà
La Omnitel offriva solo tre piani tariffari e due prefissi : 0347 per gli utenti privati che usavano il telefono perlopiù la sera e nel fine settimana, e il 0348 per coloro che necessitavano un utilizzo per motivi di lavoro (la cosiddetta categoria business).
Io, che appartenevo alla prima categoria, avevo un piano tariffario che si chiamava LIBERO che era caro assatanato dalle ore 8 alle 20 dei giorni feriali : ben 1595 lire + IVA al 19% per ogni minuto di chiamata, al quale andava aggiunto lo scatto alla risposta di 190 lire + IVA al 19% .
Molto più ragionevole la fascia oraria serale e del Week-end : solo 195 lire + IVA al 19% per ogni minuto di chiamata tra le 20 e le 8 del mattino dei giorni feriali, nonchè le 24 ore dei sabati,domeniche e festivi (al quale andava aggiunto il costo dello scatto alla risposta sopracitato).
Foto di mia proprietà
Inizialmente (e poi fortunatamente abolito) fra i vari pagamenti era previsto anche il famigerato Abbonamento mensile che, inizialmente, ammontava a ben 200 mila lire mensili, oltre la Tassa di concessione governativa presente nel Conto Telefonico, che comportava un costo di 20.000 lire a bimestre.
Fatevi quindi un'idea di quanto potesse costare, non tanto l'acquisto dell'apparecchio, ma il mantenimento di un telefono cellulare in quello scorcio di metà anni novanta.
Ricordo molto bene un paio di aneddoti legati a quel periodo:
Mentre ero in casa, mi chiudevo nella mia cameretta e dopo le 20 chiamavo la mia ragazza dell'epoca dal mio cellulare, sebbene in casa avessi il telefono fisso, per avere un poco di privacy e non dover parlare davanti ai miei.
Ma una sera, mia madre, che era proprio dietro la porta della cameretta mi senti' pronunciare la frase : "Ciao amore!"
Conclusa la telefonata, ovviamente, non si fece scappare l'occasione:
"Ma come Nicola, hai la fidanzata e non ci dici niente?"
"Io non ho nessuna fidanzata".
"Ma se ti ho sentito dire "ciao amore", pochi istanti fa!"
"Ah,si : parlavo con Giovanni Amore, un mio collega di lavoro!"
Io, la fidanzata in questione e il Mitsubishi MT-10 - Maggio 1997 - Foto di mia proprietà
Ovviamente, essendo carissima la tariffa diurna del mio piano tariffario, evitavo accuratamente di effettuare telefonate inutili tra le 8 e le 20 dei giorni feriali.
Tuttavia, un giorno, intorno alle 18, trovandomi lontano da casa, dovetti chiamare un amico al volo per confermargli che alle 20,30 mi sarei aggiunto alla pizzata che stava organizzando:
"Pronto?Sono Nicola, ti chiamo al volo per dirti che ci sono, ok per le 20,30!"
"Oh ciao Nicola, tu non sai cosa è successo oggi: ricordi quella tipa che mi piaceva? ci siamo visti e....."
"Si, ok ho piacere per te, ma non puoi raccontarmelo dopo in pizzeria?"
"Ti accenno qualche cosa, dopo in pizzeria ci sono anche gli altri e non mi va che lo sappiano tutti...dunque ho fatto questo, poi quest'altro, poi l ho portata a casa e ho fatto quest altro ancora ecc ecc"
Frattanto, i minuti scorrevano e passavano inesorabili.
Dopo ben 9 minuti, riesco a fermarlo e a interrompere (bruscamente)la comunicazione.
Facciamo due conti: 1595 lire per 9 minuti facevano 14.355 lire alle quali andavano aggiunti IVA al 19% più lo scatto alla risposta, per un totale di ben 17.296 lire !!!
Diciassette e rotte mila lire per ascoltare i racconti del mio amico che aveva fatto a quella ragazza la stessa cosa che avrebbe fatto, nel successivo "Conto telefonico", la Omnitel al sottoscritto.
Negli anni a venire, ci fu una vera e propria diffusione di massa del Telefono cellulare: ci fu un aumento notevole di nuovi modelli, (Motorola e Nokia erano padroni del mercato del momento), nacquero gli SMS, le schede ricaricabili e un paio di anni più avanti le società Wind e Blu.
Nel 1999-2000 sul territorio nazionale erano in funzione qualcosa come 35 milioni di apparecchi di telefonia mobile.
E il resto è storia.