Aderisco,per la prima volta in assoluto qui su Steemit, ad un contest: quello dell'amico scusandomi vivamente per il vergognoso ritardo: chi mi conosce ormai conosce anche i miei ritmi assurdi.
Non mi dilungherò quindi più del dovuto, in quanto la foto che utilizzerò per l'uopo è una sola e mi limiterò a raccontarvi lo strano e simpatico aneddoto accaduto intorno ad esso.
Era l'ottobre del 2008 , avevo voglia di visitare Venezia: erano davvero moltissimi anni che non ci mettevo più piede e mi era balenata in menta l'idea di passarci nuovamente una giornata con quella che era la mia fidanzata dell'epoca.
Le avanzai questa mia richiesta:
Cosa ne pensi se sabato prossimo andremo a Venezia con il treno?
Partiremo sul presto e nel meriggio sul far della sera prenderemo il treno del ritorno!
Alchè la mia dolce metà rispose tra il sorpreso e l'indeciso:
Sarebbe una buona idea, se non fosse che sabato mi sarà arrivato il ciclo mestruale e quindi sarà meglio rimandare questa gita.
Io risposi un poco scocciato:
Ma scusa che problema c'è? Tanto se devi sclerare per telefono, tanto vale farlo di persona e a Venezia.Su dai che domani faccio i biglietti!
La sua accomodante risposta fu:
Ok però io ti ho avvisato: avrò il ciclo e quindi non ti lamentare se poi sarò intrattabile o se ti risponderò male!
Tra me e me pensai :
Come se per rompere i coglioni avesse bisogno del ciclo mestruale!
Arrivò l'atteso sabato, prendemmo il treno e arrivammo dopo un paio d'ore alla Stazione di Venezia Santa Lucia.
Superai indenne e senza troppi traumi quel viaggio d'andata che alla vigilia sembrava promettere poco di buono, poichè lei aveva dormito per gran parte del tempo.
Scesi dal treno e usciti dalla stazione,ai nostri occhi apparve questa bellezza :
Foto di mia proprietà
Davanti a me vedevo tutto quello che avrei dovuto vedere
Era una calda giornata e realizzammo subito che ci sarebbe stato molto da camminare.
Portai con me la mia fiammante fotocamera digitale Olympus Camedia e la Videocamera MiniDV della Panasonic: quest'ultima era veramente ingombrante e di impiccio pero' nel 2008 ancora gli smartphone non erano diffusi e il mio misero e fottutissimo Nokia N70 scattava foto e registrava video con una qualità piuttosto scadente.
Ci incamminammo per le vie centrali e io, con la Panasonic, facevo riprese a caso: gente che passava, i piccioni che ci ritrovavamo in mezzo ai piedi..a un certo punto dissi alla mia ragazza:
Ma ti immagini se adesso succedesse qualcosa di importante e io lo riprendessi, poi proporrei il contenuto sia a Mediaset sia alla Rai che se lo contenderebbero a suon di rilanci di offerte monetarie?Potremmo pagarci vacanze e crociere, non trovi?
Lei rispose:
No, è una cazzata.
Io ribattei:
Ma fattela una risata, ma sei proprio acida, ma non ti faccio ridere con le mie perle?
La sua risposta fu secca:
Tu non fai ridere. Tu fai CACARE
Ci fermammo a mangiare e ovviamente lei aveva di che lamentarsi pure di quello.
Sentivo una tensione che cresceva man mano che le ore passavano e che macchiavano quella che avrebbe potuto essere una bella giornata di sole in una città fantastica come Venezia
Ci alzammo e mi disse:
Dai adesso incamminiamoci seriamente, voglio vedere Piazza San Marco, non l'ho mai vista!
Io risposi:
Guarda che c'è davvero molto da camminare: mi prendi a cavalluccio?
Mi guardò e si limitò a rispondermi seccamente:
Andiamo e smettila di fare la FAVA !!
Tengo a precisare che dalle mie parti, fava, oltre che ad indicare l'organo genitale maschile, significa sciocco, scemo, pirla, coglione e via dicendo.
Tempo dieci secondi, svoltammo verso destra e quando alzai casualmente lo sguardo per cercare qualche cartello che indicasse la direzione per l'ambita Piazza San Marco i miei increduli occhi si trovarono davanti a questo profetico cartello
Foto di mia proprietà
Ero basito: la mia ragazza mi aveva appena detto che ero una Fava e nel giro di pochi secondi il destino ha voluto che ci trovassimo a passare per una improbabile ma esistente "CALLE DE LA FAVA"!
Ovviamente, in quel contesto, riuscì a ridere pure lei.
Arrivammo in Piazza San Marco, la giornata prosegui' per il meglio poichè avevo assunto la consapevolezza di aver conosciuto, in quel di Venezia,una via che romanticamente e inconsapevolmente, la mia dolce metà aveva dedicato a me.
Riflettendo sull'essere fava, attribuendo al termine il significato di ingenuo, stupido che si fa fregare e prendere in giro , beh riconosco che nella vita sono stato ampiamente una fava, anche senza la mitica CALLE sita in quel di Venezia che avrebbe dovuto farmi da monitoper il futuro, ahimè, con scarsi risultati.
Durante il viaggio di ritorno, mentre seduto sull'Intercity diretto a Prato sonnecchiavo e fantasticavo, pensavo al concetto sui Treni della vita che mi era balenato nella mente.
E non è proprio esattamente come nelle stazioni.
Anche lì ci sono i treni che perdi, quelli che aspetti e quelli che dopo averli aspettati li lasci pure andare perché hai gia cambiato programma.
O forse perchè non te ne frega più niente.
I treni della vita sono leggermente diversi perché per prenderne qualcuno devi pure guidarlo e questo non è mica un particolare da poco.
Ma è comunque un'esperienza nuova per chi, anche una fava come me, i treni è sempre stato bravissimo a perderli oppure a lasciarli andare.
Immagine CC1 creative commons
Autore: Creatività & Broad Casting FS Italiane