Oggi mentre scarrello alla tv. noto un film che mi piace riguardare a volte, uno di quei filmetti leggeri per ragazze che però creano in me uno spunto di riflessione.
Il film è " Un desiderio che si avvera" dove una ragazza compie 30 anni e si accorge che nessuno dei suoi desideri si è avverato, la promozione non è arrivata, la casa dei suoi sogni è lontana e il principe azzurro si è rivelato un principe buzzurro e traditore.. ...
Ed ecco che nasce in me una riflessione, mi sento così vicina a quella ragazza fittizia, 29 anni suonati, ancora a fare l' apprendista, sottopagata, nubile e con tanti sogni rotti alle spalle.
A 30 anni la vita non la immaginavo così.
Si parla tanto di crisi di mezza età, ma mai di quella che ti prende passati i 25.
Quel periodo dove vorresti essere mille cose, fare mille cose, avere una casa tua, forse una famiglia, un lavoro che ti faccia sentire realizzata, tanti interessi, una vita piena, sana, gioiosa.
Così ti immaginavi la vita quando eri ragazzina e ti vedevi una trentenne di successo.
Felice , radiosa.
Poi negli anni le cose sono cambiate, i trentenni che prima ti sembravano persone fatte e finite, adesso che ti ci avvicini ti sembrano solo ragazzini più cresciuti, con le stesse paure e insicurezze, e lo stesso ti sembrano i quarentenni e i cinquantenni, ragazzini con più rughe.
Con più delusioni, con più rabbia e trisitezza in corpo che felicità.
E pensare che sembravano chissà che cosa a quindici anni!
Di colpo la vita ti sembra ingiusta, brutta e persino faticosa.
Ti aspettavi una sorta di illuminazione nell' età adulta, di svegliarti un giorno e sapere esattamente cosa volevi e come ottenerlo.
Ti aspettavi strade certe, pochi ostacoli, l' indipendenza come una nella avventura, non avevi fatto i conti con la realtà.
Ti ritrovi alle soglie dei trenta, che ancora non sai cosa vuoi e in testa hai solo tante domande.
Avrò fatto gli studi giusti? Devo iniziare un nuovo percorso di studi ? ( Questo nel caso vi piaccia o interessi studiare).
Avrò scelto il lavoro giusto? Voglio davvero questa vita?
Qualche rimpianto, troppi dovevo e potevo : dovevo fare l' università, dovevo andare all' estero, dovevo fare un corso per acconciatori, potevo essere avvocato, potevo andare in Olanda a coltivare papaveri, potevo sposarmi con quel fidanzatino innamorato...
E sotto sotto ti chiedi con paura sono ancora in tempo a fare tutto?
Una parte di te si sente ancora un giovane diciotenne, vuoi uscire, ballare e realizzare i tuoi sogni, che però ti sembrano sempre meno a portata di mano. un altra parte di te vede le amiche sposate, con figli, qualcuno è a Londra a far carriera, altri non ci sono più, e non ti senti più così giovane, hai addosso una strana malinconia.
Perchè a trentanni ti immaginavi in alto, invece sei ancora lì che stenti a decollare e poi ti chiedi se davvero quello è il volo giusto o se semplicemente una serie di clichè ti hanno fatto credere che lo fosse.
Ti inizi a chidere se davvero vuoi quel tipo di lavoro, se davvero vuoi dei figli, se i sogni folli e avventurosi fossero davvero così infantili o se in realtà la gente dice che lo sono per paura di realizzarli.
Ti chiedi dove è finito il tuo coraggiio, la tua audacia, sono stati seppelliti dalle bollette e dal miraggio del lavoro fisso?
Sei finita inscatolata nel loop "lavoro, famiglia, denaro" e ti sei scordata chi sei davvero?
Ad un certo punto ti guardi allo specchio e non ti riconosci, che ti è successo?
Sei stanca, stressata e sfinita eppure hai solo trentanni. Oppure hai già trentanni. Non sai se vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.
Ti senti persa e smarrita e il futuro continua a farti paura.
Pensavi che non sarebbe stato così. pensavi che da adulta tutti i tasselli sarebbero andati a loro posto.
Invece non sai più quale posto sia il posto giusto.
Ti accorgi di avere un lavoro che non vuoi, una vita che non vuoi e che anche quella che volevi da ragazzina forse non la vuoi davvero.
Non ti vedi con un bambino in braccio, non ti vedi con un lavoro noioso e non ti vedi a correre tutto il giorno per uno stipendio miserevole.
Eppure è così che sei.
Vuoi cambiare però, solo che ti trovi come quando scegliesti il liceo, non sai ancora esattamente dove vuoi andare.
Inizi ad andare per esclusione, non sai cosa vuoi ma inizi a sapere cosa non vuoi, ed è un inizio.
Non vuoi diventare come la tua bisbetica collega che ti accoglie ogni giorno con il broncio e le labbra piene di critiche e lamentele, non vuoi diventare come tua nonna che dice sempre " Ah se tornassi indietro non farei figli e viaggerei tanto", non vuoi diventare come il tuo vicino, che tra un "Na mi oh renge kyo" e l' altro riesce a litigare con ogni essere vivente e ad aggredire verbalmente tutti quelli che gli capitano a tiro, per poi chiudersi a meditare per sentirsi un uomo migliore, non vuoi diventare come quei vecchi al bar a imprecare e bestemmiare contro gli immigrati, non vuoi diventare triste, arrabbiata, rassegnata.
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