Stefania è una ragazza come noi, come tante, mai abbastanza, mai troppo brava mai perfetta.
In questo libro biografico racconta la sua vita dall'infanzia all 'insorgere della patologia che l' ha letteralmente mangiata.
E qui di mangiare si parla anzi di non mangiare.
Perché Stefania è magra, magrissima, conta ogni chicco di riso che mangia e non è una metafora, lo fa letteralmente.
Il cibo per lei diventa l'unico territorio dove ha controllo, il piatto il suo campo di battaglia, il suo corpo, il suo santuario.
Un santuario che riduce all'osso. Giorno dopo giorno, il suo peso inizia a destare preoccupazioni, nella famiglia, nelle poche amicizie..
Una famiglia che ha addossato su di lei tante aspettative, così tante da schiacciata e farla diventare piccola piccola, davanti alle grandi cose che ci si aspetta da lei.
Lei non delude nessuno ma il suo peso comincia ad essere vistoso o tutte quelle ossa sporgenti non giovani all'immagine di una famiglia sana, sono un affronto e un silente ma forte grido di aiuto.
Così come lo è questo libro, scritto da Stefania e dalla Psicologa che l'ha seguita in questo lento processo di consapevolezza e guarigione.
Un libro come un pugno nelle stomaco, dove ci si sente sopraffatti da tanto dolore rinchiuso in un esile corpo.