Ho spesso scritto della mia passione per la lettura, senza però mai approfondire l' argomento o le ragioni per le quali amo leggere.
Leggere è stato per me qualcosa di salvifico.
Fin da bambina mi rifugiavo nella lettura, ricordo l' hobbit e Giobbe Covatta, le prime cose che leggevo, istruita da mia madre che prima di dormire mi faceva sbellicare con l' umorismo di Covatta.
Guardavo il film " Matilda sei mitica" e pensavo "sembro io". Amavo comprare libri di ogni genere e per le feste chiedevo sempre un libro.
Ricordo con particolare affetto i libri di fiabe, amavo leggere quelle indiane ed ebraiche.
La lettura divenne una necessità come il cibo da un certo punto della mia vita in poi, le difficoltà familiari mi spinsero a chiudermi ogni giorno di più nei libri.
La grossa svolta avvenne alle medie, quando incontrai e mi innamorai del genere fantasy.
Prima il signore degli anelli poi Harry Potter.
La mia fantasia in quel periodo volava molto e io leggevo molto, scrivevo, facevo immaginarie avventure dove elfi, maghi, streghe e mostri erano protagonisti.
Io in quel mondo ci vivevo, nei ricordi lo percepisco come reale nonostante fosse solo frutto di immaginazione, ma essa era talmente fervida che ricordo di più il mondo immaginato di quello vero.
Vaghi ricordi di bullismo alle medie con me che mi chiudevo a leggere di Ron ed Harry.
E mi immaginavo una vita dove non esistevano scuole e bulletti, solo boschi, magia e infinite possibilità.
E poi crebbi e venne il periodo gotico, quando mi crogiolavo nelle poesie di Baudelaire e accanto al letto tenevo Lovecraft e Anne rice.
Allora la mia testa era composta da pensieri malinconici, vagamente languidi e le mie letture seguivano queste mie spirali mentali.
E ricordo che dormivo più spesso con Lestat che con il cuscino.
Finita l' adolescenza, la passione per la lettura non mi ha mai abbandonato, cominciai l' università e le lunghe ore in treno erano interamente dedicate alla lettura, classici, narrativa, saggi, divoravo tutto, tranne i libri per gli esami!
Però in quelli di letteratura ero un asso, non mi costava alcuno sforzo il D' Annunzio, dal quale traevo ispirazione per messaggi di veemente amore lussurioso verso il fidanzatino dell' epoca.
Poi arrivò il lavoro e il tempo per leggere divenne sempre meno, centellinato a poche pagine prima di dormire e crollare esausta sul divano.
Ed a me è mancato e manca il tempo dedicato alla lettura, un amore come quello non lo avrò mai, l' emozione di girare le pagine, il piacere della scoperta, l' essere trasportata in un altro universo, nella mente di un' altra persona, tutto ciò è semplicemente impagabile.
La lettura è per me adesso un fugace piacere che mi gusto negli scampoli di tempo e dal quale come un drogato in astinenza non vedo l' ora di tornare.
Un ' altra dose di parole vi prego!
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