Scrivere è qualcosa che facciamo tutti.
Chi in un modo, chi nell'altro, è una cosa che impariamo a fare fin da quando siamo bambini. Prima ci insegnano le lettere in stampatello, poi pian piano ci insegnano il corsivo e da lì è tutto un altro mondo.
E le frasi, e le poesie da ricopiare fino a passare a temi di pagine e pagine dove tutto ci scrivevi per imbrodare il compito in classe che sembrava non finire mai.
Poi abbiamo smesso con la scuola ed abbiamo cominciato con il lavoro: c'è chi della scrittura ne ha fatto un lavoro, chi scrive solo per comunicare con i propri colleghi/clienti e chi ha male alla mano se scrive per più di due righe.
Chi in un modo, chi nell'altro, è una cosa che impariamo a fare fin da quando siamo bambini. Prima ci insegnano le lettere in stampatello, poi pian piano ci insegnano il corsivo e da lì è tutto un altro mondo.
E le frasi, e le poesie da ricopiare fino a passare a temi di pagine e pagine dove tutto ci scrivevi per imbrodare il compito in classe che sembrava non finire mai.
Poi abbiamo smesso con la scuola ed abbiamo cominciato con il lavoro: c'è chi della scrittura ne ha fatto un lavoro, chi scrive solo per comunicare con i propri colleghi/clienti e chi ha male alla mano se scrive per più di due righe.
Io non ho mai smesso di scrivere. Non ne ho fatto il mio lavoro perché non sono all'altezza e nel mio, di lavoro, scrivo praticamente solo mail di ordini e tanti, tanti calcoli e conteggi. Eppure non ho mai dimenticato la sensazione che si prova quando si impugna una penna e si dà sfogo ai propri pensieri. Non lo faccio più su carta, quasi mai - e che peccato - ma mi basta avere una tastiera ed uno schermo per poter scrivere all'infinito (anche se le cose "pubblicabili" sono poche rispetto quelle senza senso o sfoghi che ho bisogno di togliermi dalla testa).
Vero è che la scrittura è un mezzo che non ti permette spesso di dare un tono ai tuoi pensieri e questa è una cosa che mi intristisce molto. Il fatto che le tue parole possano essere lette in maniera diversa da come le hai intese e creare dei confronti - a volte anche poco piacevoli - sul significato di ciò che hai scritto. E' una cosa che succede molto spesso sui social, dove tutti si erigono a detentori di verità assolute: arrivi tu con la tua opinione abbastanza umile e boom "chi sei tu per dire questo? E non ci pensi a [inserire cosa a caso]?" e giù di insulti anche.
Per me scrivere è sempre stata una valvola di sfogo ed ho sempre cercato di mettere nelle parole che scrivo ciò che sono, come sto facendo adesso, perché penso che c'è chi non riesce a capirti ma potrebbe farlo leggendoti. Per questo ho creato in primis il mio blog, dove le mie opinioni non richieste sarebbero state lette da chi aveva voglia di approfondirmi, da chi aveva voglia di interessarsi a cosa avevo da dire. E lo stesso vale per Steemit.
Non sono qui solo per il vile denaro (eheheh), quanto ho visto che su questa piattaforma potrebbe davvero esserci un qualche meccanismo che, a differenza di un blog solitario, potrebbe portare i tuoi pensieri molto più lontano. E, anche un po' egocentricamente parlando (si può dire "egocentricamente"?), vorrei che ciò che penso non lo sappia solo il mio vecchio compagno di banco piuttosto il tizio che abita a 800km di distanza, che fa l'assicuratore e che non ha tempo (o non ha modo) di esprimere il suo pensiero e cerca qualcuno che la pensi come lui.
Credo di avere da dire un sacco di cose, veramente tante. So anche che probabilmente potrebbe non fregare a nessuno ma perché non provarci?
Vero è che la scrittura è un mezzo che non ti permette spesso di dare un tono ai tuoi pensieri e questa è una cosa che mi intristisce molto. Il fatto che le tue parole possano essere lette in maniera diversa da come le hai intese e creare dei confronti - a volte anche poco piacevoli - sul significato di ciò che hai scritto. E' una cosa che succede molto spesso sui social, dove tutti si erigono a detentori di verità assolute: arrivi tu con la tua opinione abbastanza umile e boom "chi sei tu per dire questo? E non ci pensi a [inserire cosa a caso]?" e giù di insulti anche.
Per me scrivere è sempre stata una valvola di sfogo ed ho sempre cercato di mettere nelle parole che scrivo ciò che sono, come sto facendo adesso, perché penso che c'è chi non riesce a capirti ma potrebbe farlo leggendoti. Per questo ho creato in primis il mio blog, dove le mie opinioni non richieste sarebbero state lette da chi aveva voglia di approfondirmi, da chi aveva voglia di interessarsi a cosa avevo da dire. E lo stesso vale per Steemit.
Non sono qui solo per il vile denaro (eheheh), quanto ho visto che su questa piattaforma potrebbe davvero esserci un qualche meccanismo che, a differenza di un blog solitario, potrebbe portare i tuoi pensieri molto più lontano. E, anche un po' egocentricamente parlando (si può dire "egocentricamente"?), vorrei che ciò che penso non lo sappia solo il mio vecchio compagno di banco piuttosto il tizio che abita a 800km di distanza, che fa l'assicuratore e che non ha tempo (o non ha modo) di esprimere il suo pensiero e cerca qualcuno che la pensi come lui.
Credo di avere da dire un sacco di cose, veramente tante. So anche che probabilmente potrebbe non fregare a nessuno ma perché non provarci?