Mi capita spesso di rompere le palle con il concetto di qualità dei post.
Tra l'altro mi capita molto più spesso di rompere le palle a chi dice e scrive quelle che io identifico come sciocchezze, cazzate e così via come alieni, vegani, terrapiattisti, novax, sostenitori delle scie chimiche etc etc.. Ma perché lo faccio?
Sicuramente c'è una forma caratteriale mia proprio che mi suscita tale avversione. Ma se ci penso trovo le ragioni di tale avversione.
Cominciamo dall'inizio.
(Antonello da Messina : Wikipedia)
La competenza e la qualità.
Questi concetti erano talmente fissati nell'inconscio collettivo che semplicemente si riconosceva che chi aveva studiato ne sapeva più di te. Sarà ma a me sembra ancora ovvio.
Un medico sa di più di me di medicina.
Un avvocato di più di me di giurisprudenza.
Un professore di storia di più di me di storia.
Erano i tempi in cui nei piccoli centri la maestra elementare era una figura importante nella comunità. E non sto parlando di 200 anni fa eh.. sia chiaro ma forse di 50.
Tutto questo mi sembra banale no? Cioè talmente assodato che si trasforma in un banale sillogismo.
Se studi sai. Se sai sei competente. Se sei competente posso solo imparare da te.
Questo non vuole dire che io non possa trovare un professore di storia coglione che ha comprato la laurea a Tirana.
Ma tendenzialmente chi l'ha studiata ne sa più di me.
Lo studio e l'esperienza quindi valgono e bisogna riconoscerlo.
Ma... A me sembra di dire banalità. Invece non è così.
Ovvero decine o forse centinaia di migliaia di persone non credono più a questo concetto cosi banale e assodato.
Ecco quindi che esistono vegani convinti che siamo animali vegetariani e che la carne la mangiamo solo perché mega corporazioni ci hanno indotto a credere che siamo annivori.
Ci sono persone che credono che esistano alieni ma i governi non ce lo dicono.
Gente che crede che la Terra sia piatta, che i vaccini facciano venire l'autismo, il cancro si curi con il bicarbonato, le scie chimiche, i giganti, le sirene, lo sbarco sulla Luna è una finzione cinematografica. Insomma qualsiasi cosa. Mica si può discutere con loro. Sono inamovibili. E' un atto di fede. E non importa che per giustificare il tutto si ricorra a complotti impossibili da mantenere e che fanno ridere. E' cosi è basta.
Non ci fidiamo più dei governi, medici, politici, professori, istituzioni scientifiche... nulla.
Come può essere? Semplicissimo l'applauso pubblico ha sostituito la competenza.
Ecco quindi in TV se una persona affascinante, intelligente e affabile mi parla di qualsiasi argomento allora penso che sia anche competente. E sempre stato cosi solo che prima era solo una piazza in una città. Piccolo fenomeno locale. Ora è globale.
Ma adesso che ognuno ha la propria TV personale e possiamo pubblicare video, post e cosi via sui vari social network ecco che i like diventano la misura della nostra popolarità.
Basandosi su concetti spesso privi di qualsiasi logica spesso si fa leva su domande esistenziali che non trovano risposta oppure in una visione estremamente ridotta, sentita e vissuta, ma davvero troppo semplice e che avrebbe bisogno invece di un livello di approfondimento enorme per poter essere davvero compresa e valutata.
Quindi ecco che il Regno Unito vota per la brexit perchè persone affabili in tv dicono che il Regno era costretto a pagare una cifra enorme alla settimana alla UE invece di spenderli per la sanità.
Era una bugia ovviamente. Però che grado di complessità può avere la discussione di un trattato internazionale che regola lo scambio commerciale e di persone tra una nazione e l'Unione Europea? Enorme no? E come fai prenderci dei voti discutendola in TV?
Ma se non ci fidiamo dei medici vuoi che ci fidiamo dei politici?!
Eh!
Tornando a cose più piccole. A livello psicologico credo che esista anche altro. Esempio sono una persona normale dotata di studi normali diciamo superiori. Ma non voglio sentirmi "normale"... ho bisogno di sentirmi "speciale" è umano. Fa parte di noi.
Cosa posso fare? Incastrata in una vita fatta di supermercato, bollette e lavoro che magari non mi da' alcuna soddisfazione?
Potrei magari studiare pianoforte, studio dieci anni e divento una bravissima concertista. Bella soluzione no? Fantastica. Ma dieci anni però.. tanta fatica.
Allora forse divento vegana. Divento una celebrità tra le mamme vegane. Faccio discussioni infinite sui social e a scuola per la mensa. Mi caratterizzo come "vegan". Mi identifico come VEGAN. Sono Vegan.
Appago in questo mio modo la voglia di essere speciale.
Ovviamente è un esempio. Posso anche parlare a cena degli alieni preistorici stupendo qualche mio amico e citando questo o quel ritrovamento cosi incredibile. Va benissimo sia chiaro. Ognuno faccia quel che vuole e si scelga gli amici che vuole. Io del resto magari a cena rompo le palle a tutti con i bitcoin :-) Alla fine è lo stesso.
Quindi riassumendo: la competenza è stata sostituita dalla popolarità e tutto questo per un bisogno personale di appartenenza e successo sociale.
Questo successo sociale è molto importante per noi. E quindi non possiamo sputtanarlo. Quindi stiamo anche molto attenti a quello che diciamo. E' bene non parlare male dei Vegan. In fin dei conti è un loro diritto nutrirsi come vogliono. Se uno vuole credere che la terra sia piatta che me ne frega ? Credi che le scie chimiche esistano? Vabbè contento tu...
Insomma siamo politically correct
Visto che abbiamo imparato che se parlo male di un vegano, un terrapiattista, o di un gay o di un uomo di colore qualcuno mi dirà brutte parole. Allora accetto tutto.
Se trovo un post che magari mi viene da pensare che è una enorme cazzata non lo commento oppure se lo commento gli scrivo qualcosa di neutro "Interessante. Non sapevo" inconsciamente o meno a caccia di un contro like per me.
Oppure al massimo posso dire che il post è impaginato un po' male. Come se la forma valesse più della sostanza in un documento. Da notare che se dico che la copertina vale più del libro allora tutti mi dicono che sono superficiale :-) perché i luoghi comuni valgono sempre. Le derivazioni dei luoghi comuni beh.. bisogna pensarci.
Ma io personalmente cosa posso imparare da uno che crede che i governi usino le scie chimiche? Se parlo di economia con uno che crede agli alieni, oppure se parlo con uno che crede che la parola di un cretino vale più di quella delle persone che studiano come posso sperare di avere uno scambio proficuo?
Io non voglio neanche parlare con questa persona. O meglio posso parlare del tempo (ma occhio ai cambiamenti climatici) o di una ricetta (ma attenzione a non parlare delle merendine con l'olio di palma) oppure di una barzelletta (ma occhio a non farla sugli omosessuali). Insomma di cosa posso parlare? Di striscia la notizia? Ma non la guardo....
Se parlo di politica a cena e il mio interlocutore mi dice di essere vegano. Le mie reazioni sono: rido, dibatto con lui per capire quanto ci crede e se ci crede posso solo raccontargli una barzelletta.
Non potrò parlare con lui di nulla. Qualsiasi cosa lui dica è distorta da una concezione profondamente diversa dalla mia del mondo in cui entrambi viviamo. Non c'è una base comune.
Perché io credo che la competenza sia un valore.
Lui invece crede che tutti i dietologi del mondo sbaglino tranne lui e ciccio87 e fragolina91 sul forum di VeganOggi.
Non voglio essere politically correct perché non mi interessa l'applauso.
La forza della qualità
La qualità delle idee, di quello che pensiamo, l'originalità vuol dire aver pensato anche "e se fosse sbagliato?". Vuol dire aver provato sul campo le critiche. Vuol dire aver compreso gli eventuali errori e aver cambiato posizione.
La qualità delle idee è forza. Ed è coesione. E' un indirizzo chiaro per qualsiasi gruppo di persone.
Non è detto che sia il migliore. Ma è importante per stabilire delle dinamiche corrette e che possano generare altri scambi e altre idee. Con una persona che ha fondamenti simili ai miei posso collaborare, scambiarmi idee, avere spiegazioni sapendo che partiamo da fondamenti comuni.
Non assolutamente uguali ovviamente ma simili nelle basi di qualsiasi concetto.
Questo infatti mi accresce e accresce anche il mio interlocutore e non è mai legato ad una moda passeggera.
E non sono politically correct