Giorno 3: La Montagna-Sansepolcro (12 km)
Dopo uno splendido risveglio e una super colazione preparata da Ofelia, sono pronta per il mio terzo giorno di cammino. Accompagnata dal meraviglioso panorama e dal silenzio del mattino mi dirigo verso l'uscita del paese, canticchio e mi godo i primi passi nella natura; il cervello, però, è ancora disconnesso e cammina cammina (ormai è un movimento più che automatico, potrei dormire e camminare allo stesso tempo!) non mi accorgo di aver sbagliato sentiero finchè mi ritrovo di nuovo al punto di partenza!Era passata un'ora e avevo fatto praticamente il giro del paese!
Non mi perdo d'animo, anzi mi faccio una risata e mi rimetto sulla strada, facendo attenzione a non incappare nello stesso errore.
Fortunatamente la distanza da percorrere non è molta, ho programmato infatti di fermarmi qualche oretta, prima di raggiungere la meta finale della giornata, in un luogo meritevole di tempo e contemplazione: l'Eremo di Montecasale.
Vista dalla terrazza dell'Eremo
Piccola chiesetta dell'Eremo in stile francescano
Chiostro interno
Facciata dell'Eremo
Questo luogo, risalente all'IX secolo, fu prima un castello fortificato, successivamente fu adibito ad ospizio e spedale per lebbrosi e nel 1212 venne donato a S.Francesco dal vescovo di Città di Castello. Qui, secondo quanto riportato da Le Fonti Francescane, avvenne l'episodio della conversione dei tre ladroni [leggi qua].
Ai giorni odierni vi abitano stabilmente solo quattro frati francescani, che consentono gentilmente ai pellegrini di visitare l'eremo in alcuni orari della giornata.
Riesco ad arrivare in tempo per visitare questo magnifico luogo e per fare due chiacchiere con un giovane futuro frate.
Verso le dodici decido di avviarmi per percorrere l'ultimo tratto che mi separa dalla mia tappa giornaliera. La discesa nei boschi, al di sotto della collina sui cui è situato il santuario, è molto ripida e caratteristica: merita un occhio il famoso Sasso Spicco, un grosso masso sporgente che crea un effetto "tettoia" sul sentiero sottostante. Mi soffermo ad ammirarne la bellezza e a constatare anche l'inquietudine generata dal ritrovarsi nei dintorni di quell'apparentemente precario equilibrio roccioso.
Il Sasso Spicco
L'itinerario prosegue ancora in mezzo alla natura più incontaminata, tutto totalmente all'ombra di una rigogliosa vegetazione che, data l'ora, mi consente di camminare di buon passo senza soffrire troppo la sete.
Arrivo a Sansepolcro, ultima città toscana del percorso famosa per aver dato i natali a Pier della Francesca, in anticipo rispetto all'orario di accoglienza pellegrini del Monastero, aspetto un'oretta in un bar dove pranzo con una pizzetta e una rinfrescante coca-cola.
Sono circa le 14 quando riesco a buttarmi nel letto tanto bramato, ancora una volta sono l'unica pellegrina nella camerata. Chiudo gli occhi e mi addormento.
Vengo svegliata circa un'ora dopo da qualcuno che bussa alla porta: finalmente una pellegrina!
Natalie è una ragazza canadese di circa 30 anni, vive in Italia da soli 6 mesi ma già parla molto bene l'italiano. Come spesso accade su questi cammini, prendiamo sin da subito confidenza e ci accordiamo per una passeggiata e una cena insieme.
Camminiamo così (ancora!) per le vie della città, raccontandoci pezzi di vita e di cammino entrambe sinceramente contente di aver incontrato qualcuno con cui condividere i nostri pensieri. Decidiamo di concederci un aperitivo in uno dei baretti sulla strada, parliamo un pò in inglese e un pò in italiano, pianifichiamo la giornata successiva.
Natalie è molto stanca e dolorante, provata dalla solitudine e dalla fatica dei giorni precedenti, vorrebbe arrivare alla tappa successiva con l'autobus in modo da concedersi una giornata di riposo. Io mi sento abbastanza in forze per proseguire a piedi, per cui la sera stessa capiamo di doverci salutare.
Mi dispiace separarci, ma allo stesso tempo accetto le condizioni del cammino che spesso ti impone di lasciare le persone che incontri. È un'implicita regola quella di non condizionare e non farsi condizionare nel proprio percorso, è il destino a decidere se e per quanto tempo si camminerà insieme.
Mi addormento consapevole che domani sarà un'altra giornata in solitudine, fiduciosa in quello che mi aspetta e grata per quello che ho già avuto.
Ricerche correlate:
http://www.iluoghidelsilenzio.it/eremo-di-montecasale-sansepolcro-ar/
La via di Francesco, Gianluigi Bettin et al.
(Tutte le foto pubblicate sono di proprietà dell'autore)
189 km di felicità: post precedenti
La prima tappa
La seconda tappa