Buon pomeriggio amici.
Oggi vorrei proporvi una lettura.
Il libro in questione è l'arte di amare di Erich Fromm.
Foto d'autore
Quando sfogliai per la prima volta le sue pagine ero alle superiori, credo in terzo, fu il mio professore di religione a farmi conoscere questo libro, assegnandomi il compito di leggerlo durante le vacanze.
L'argomento trattato si deduce facilmente dal titolo, ma ciò che troverete all'interno è molto di più, è un trattato d'amore che si impegna a stimolare la nostra personalità e al raggiungimento di una pienezza affettiva che parte proprio da sé stessi.
Spiega come il saper stare da soli, in solitudine, sia il vero primo passo verso la capacità di amare gli altri, di donarsi in questo immenso sentimento.
È un'esperienza di lettura molto ricca.
L'autore si dedica profondamente all'analisi dell'amore materno, all'amore rivolto a sé stessi, all'amore erotico e a quello spirituale.
L'amore è definito come un'arte e come tale va nutrito, maturato, richiede un impegno continuo, concentrazione, una buona dose di saggezza e pazienza.
La nostra predisposizione ad amare è innata, lo vediamo nei nostri figli che, fin da piccoli, sono carichi di un amore smisurato verso i genitori. Con il passare degli anni amiamo differentemente ed impariamo anche le diverse sfumature, siamo capaci con il tempo anche a migliorare questa nostra attitudine imperfetta.
Amare non è una mera condizione bensì diviene una promessa, un impegno al quale ci dedichiamo profondamente.
Voglio dedicare alcune citazioni alla nostra amica spero siano gradite, ti consiglio di leggere questo libro.
”L’amore maturo è unione a condizione di preservare la propria integrità, la propria individualità.”
”Come potrebbe un uomo prigioniero nella ragnatela della routine ricordarsi che è un uomo, un individuo ben distinto, uno al quale è concessa un’unica occasione di vivere, con speranze e delusioni, dolori e timori, col desiderio di amare e il terrore della solitudine e del nulla?”
”Paradossalmente, la capacità di stare soli è la condizione prima per la capacità d'amare.”
”É inutile cercare chi ti completi, nessuno completa nessuno, devi essere completo da solo per poter esser felice.“
E ancora...
”Solo le qualità che sorgono dalla nostra attività spontanea danno forza all'io e formano pertanto la base della sua integrità. L'incapacità di agire spontaneamente, di esprimere quel che veramente si sente e si pensa, e la conseguente necessità di presentare uno pseudo io agli altri e a se stessi, sono la radice del sentimento di inferiorità e di debolezza. Che ne siamo o no coscienti, non c'è nulla di cui ci vergogniamo di più del fatto di non essere noi stessi, e non c'è nulla che ci dia più orgoglio o felicità di pensare, sentire e dire quel che è nostro. Ciò implica che quello che importa è l'attività in quanto tale, il processo e non il risultato.“
“Amore come soddisfazione reciproca e amore come cooperazione, come rifugio alla solitudine, sono le due normali forme di disintegrazione dell'amore nella società moderna, la patologia socialmente schematizzata dell'amore.”