Quasi tutti noi abbiamo a che fare giornalmente con il classico “lo faccio domani”.
Procrastinare in effetti deriva da pro “in avanti” e da cras ”domani”, può diventare una cattiva abitudine se si cade in questo circolo vizioso.
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In Psicologia si definisce procrastinazione quel comportamento che spinge a ritardare volontariamente un’azione nonostante prevedibili conseguenze future negative, optando quindi per il piacere di breve durata a costo dei benefici a lungo termine.
Se diviene un problema cronico avremo due effetti: in primis tenderemo a vivere nel futuro, immaginandoci in azioni e conseguenze in un dato “domani” e perderemo la nostra concentrazione sul vivere oggi, inoltre riempiremo il nostro presente di cose per lo più inutili che si aggirano intorno al punto focale da risolvere ma che preferiamo riservare ad un altro momento.
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Ma perché si tende a rimandare? Il più delle volte il vero motivo non è la pigrizia.
Apparentemente ci diamo giustificativi come “Aspetto di avere la giusta grinta”, “Devo prima fare altre cose più importanti”, “Aspetto perché sotto pressione mi concerto meglio”.
Procrastinare sembra essere una reazione di difesa, si tende a non mettersi in gioco, non scoprire le carte in tavola oppure non voler prendere una posizione definitiva né, tanto meno, assumersi la responsabilità di un parere negativo su un dato argomento.
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La psicologia del ritardo mette in evidenza alcuni aspetti del carattere, come il perfezionismo, l'ansia da fallimento e la nostra ostilità celata.
Queste trappole psicologiche tendono a farci rimandare e, alle volte, non iniziare affatto un dato compito.
Per esempio per quanto riguarda il perfezionismo, la nostra mente tende a ricercare una soluzione ideale e perfetta e non concede la conclusione di un lavoro in mancanza di essa, in alternativa il problema potrebbe anche non essere mai affrontato.
L'ansia da fallimento porta a rimandare proprio per la paura di non essere all'altezza del compito, mentre l'ostilità inconscia si incontra nel momento in cui dovremmo concludere un lavoro che non ci piace e non manifestando il nostro disagio apertamente tendiamo a rimandare, accantonandolo nei ricordi.
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La procrastinazione tende a rendere le persone incapaci di agire, è bene sottolineare che il continuo rimandare non è una soluzione ai problemi, è piuttosto una sorta di rifugio illusorio.
C'è chi saltuariamente rimanda gli impegni e chi invece lo fa con costanza, nel primo caso ovviamente si ha a che fare con la pigrizia nel secondo invece si tratta di procrastinazione.