Partecipo all'immensa community di Steemit da ormai oltre 2 mesi, circa 70 giorni in cui non ho mai mancato l'appuntamento con la stesura di almeno un articolo da pubblicare nella singola giornata. Tanta costanza, tanto impegno e, con mio enorme stupore, tanta passione nello scrivere qualcosa che spaziasse dal cinema alla tv, dalla politica all'attualità, dalle curiosità alla musica, passando per una poesia seriale e un po di sport.
Ho pubblicato oltre 100 articoli originali e da qualche giorno sto collaborando con grande piacere con il gruppo per portare alcuni post all'attenzione degli steemians anglofoni.
Entrato per curiosità e divertimento oggi mi trovo ad essere sempre più attratto da questa piattaforma, trovando grande stimolo nella vastità di temi che potenzialmente possono essere affrontati e anche un enorme senso di responsabilità verso chi in questi mesi si è dimostrato molto attento alle cose che ho da raccontare, a volte condividendo i miei dubbi sulla società e sulla vita, altre volte apprezzando il mio lavoro in tema di racconto del mondo della serialità contemporanea e del cinema, altre ancora discutendo su opinioni differenti ma sempre costruttive.
Ho scoperto quanto ogni pezzo che scrivo e che rilascio sia importante per me e quanto sia fondamentale provare a mantenere alto il livello, per rispetto di chi legge e per mio stesso arricchimento. Ho deciso fin da subito che non avrei scritto tanto per scrivere ma per raccontare e trasmettere qualcosa in chi legge, cercando di tracciare le mie sensazioni in questo registro indelebile che è la rete, per consentire a me stesso un giorno di rileggere quello che dimorava in me tempo addietro. Ho preso steemit come un diario di bordo personale che si potesse arricchire ogni giorno di nuove espressioni e perchè no di nuovi compagni di viaggio.
Grazie al ricco battaglione di utenti che albergano in ho potuto conoscere meglio tante splendide personalità e con alcune ho in programma di portare avanti qualche discorso comune o semplicemente di arricchire le giornate con qualche scambio di vedute quotidiano.
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Trascorsa la prima settimana su steemit, eravamo nel mese di marzo, e raggiunto il primo grande obiettivo (essere menzionato sul postIT del giorno) mi sono dato una regola:
Non avrei pubblicato un singolo post se non lo avessi ritenuto potenzialmente degno di questa splendida rubrica chiamata postIT.
E cosi ho fatto. O almeno ci ho provato.
Personalmente ho dato molto peso a questa cosa, a costo di passare un'ora in più su di un articolo ho provato sempre a creare da zero qualcosa che potesse essere piacevole per chi leggesse o quantomeno godibile e interessante.
Ci sono riuscito?
Ho guadagnato qualche punto nel gradimento di un pugno di lettori aficianados?
Chissà. Spero di si.
In ogni caso credo che se il metodo che si sceglie di adottare è quello in cui credi difficilmente sbaglierai, difficilmente ti sentirai colpevole di non aver dato abbastanza.
Ogni post è diventato per me come un piccolo seme piantato nel mio orticello chiamato blog. I vostri commenti e le vostre interazioni hanno dato via via nuova linfa a quel seme e lo hanno trasformato in un fiore, sempre più colorato, sempre più fulgido.
Il mio orticello è sembrato più luminoso e rigoglioso quando spulciando i post pubblicati dopo l'ora di pranzo o giù di lì mi imbattevo nel postIT del giorno, notando sempre più frequentemente i miei articoli tra quelli menzionati.
Non avete idea di quanto quella menzione ogni volta mi abbia dato gioia e nuova forza per scrivere ancora e provare a scrivere meglio. Come in un'escape room, ad ogni indizio la fame di scoprirne un altro diventava più grande cosi ad ogni menzione mi ripetevo di dover provare ad alzare il livello per attestarmi a certe quote.
Ho instaurato con la splendida rubrica promossa da SPI un rapporto particolare, di totale amore. Credo che essa sia un vero e proprio fenomeno editoriale che viva di vita propria prendendo spunto da quelli che sono gli articoli più belli della giornata. Amo postIT, non ho mai mancato di leggere un articolo.
La settimana scorsa però ho iniziato a sentire un certo sfarfallio nello stomaco, di quelli che senti quando qualcosa ti tormenta e ti viene il dubbio che forse qualcosa stia andando diversamente da quanto atteso.
La settimana scorsa ho deciso di sfidarmi e scrivere 7 post con 7 tag diversi, lanciando 2 articoli che per motivi diversi erano li da un po e che ogni tanto affinavo. Credevo che sarebbero stati molto apprezzati e che avrebbero generato molta attenzione. Pensate un po quanto mi sia montato la testa ormai :)
Sta di fatto che ho poi pubblicato quella che ho definito ode seriale, una piccola e sfiziosa poesia dedicata alle tante serie tv e i personaggi ad esse legati. Pregustavo le miriadi di commenti e un'ovvia menzione nel postIT che avrebbe permesso a tanti di dare un'occhiata al test ed esclamare "questo qui non ci sta molto con la testa" magari strappando loro un sorriso. Perchè cari amici quando scrivo penso a voi, non mi lascio influenzare da voi ma penso sistematicamente a se quello che scrivo possa interessare, possa divertirvi, possa accattivarvi. Spero davvero che almeno qualcuno possa sinceramente apprezzare quanto io abbia da dire.
Il mio poema "Dantesco" non ha avuto enorme successo, qualche bel commento che mi ha riempito di gioia come sempre, niente eco spropositata e niente menzione nel postIT. Quest'ultima cosa mi ha lasciato perplesso e non perchè mi sia dovuto (sono stato nominato più di quanto io abbia meritato probabilmente e siamo tantissimi a scrivere pezzi splendidi ogni giorno) ma perchè davo per scontato che quell'articolo sarebbe stato li, in una sezione dell'articolo del giorno, dove tutti potessero ammirarlo come in una immaginaria pinacoteca Steemiana.
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Passata la piccola delusione mi sono rituffato su quel vecchio post che avevo in mente da un mese e l'ho partorito. Scrivere un lungo articolo su una singola canzone, su LA canzone con la C maiuscola è stato trascendentale, quasi come la sensazione che mi provoca questa canzone ogni volta che la ascolto. Ho trascorso un paio d'ore in compagnia della tastiera e tutto fluiva meravigliosamente, senza bisogno di fermarsi a rileggere o pensare. Time mi ha spinto a scrivere, Time mi ha dettato le parole da scrivere.
Quando ho riletto il pezzo mi ero detto che quello era stato probabilmente l'articolo più bello che avessi scritto.
Dopo la delusione del successo legato alla mia strampalata poesiola forse avevo trovato immediatamente un modo per accendere discussioni e creare molto seguito su Immortali si nasce.
Anche qui qualche splendido commento graditissimo (vero ?) ma niente postIT e niente fila indiana per commentare l'articolo.
Se la mancata menzione dell'ode seriale mi aveva amareggiato un pochino, non vedere il pezzo sui Pink Floyd e la loro splendida "Time" mi aveva veramente abbattuto.
Ho stemperato la delusione scrivendo un pezzo più leggero e prendendo un po di fiato.
Poi è arrivata e ha pubblicato un contest che subito ha allertato i miei radar autoriali. Ho pensato che finalmente potevo provare a fare una cosa che non avevo fatto prima: Inventare!
Cosi a partire da una semplice foto di un ritratto ho creato una biografia, o più presuntuosamente una vita, quella di Cameron Teller.
Leggere quel pezzo una volta ultimato mi ha emozionato e forse è stata la prima volta che mi accadeva rileggendo un mio articolo.
Mi ero un po rassegnato all'idea di avere un buon successo e una menzione del postIT però gagliardamente ci credevo e bando alla scaramanzia ne ero praticamente certo. Avevo letto tanti post creativi di utenti straordinari che scrivevano e immaginavano cose straordinarie. Per una volta ci ero riuscito anche io, per una sola volta era finito nel mondo dell'irreale e lo stavo realizzando su carta. Stavo portando alla luce qualcosa che fino a pochi minuti fa non esisteva. Ne andavo fiero.
Ne vado fiero.
Ma anche questa volta nada. Niente postIT e niente enorme successo di pubblico e critica.
Penserete che sono un avido ingrato affamato di successo?
Era l'impressione che volevo darvi.
Ma l'apparenza a volte inganna.
Il mio lungo e affannoso intervento voleva portarvi all'attenzione di come spesso capiti che i lavori che reputiamo meglio riusciti siano poi, nel nostro piccolo, i meno seguiti, i meno capiti forse, i meno apprezzati magari.
Se dovessi scrivere la mia top 10 di post meglio scritti, riusciti e che amo maggiormente probabilmente non trovereste articoli finiti nel postIT o forse ne trovereste 2-3 al massimo, eppure io di menzioni ne ho avute 10-15 almeno.
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Questo vuol dire che i curatori prendono fischi per fiaschi? O magari vuol dire che siamo noi che ci autovalutiamo male o con troppa presunzione? O forse siamo degli scrittori troppo scarsi in un contesto di autori troppo di alto livello?
Nulla di tutto cio.
Se un nostro articolo non finisce nel postIT è per una serie di cause. Magari quel giorno son stati rilasciati molti post validi e intriganti o in quell'ambito ce ne erano alcuni semplicemente più belli. A volte può capitare che un post che ha un enorme impatto emotivo per noi non lo abbia per chi legge. Sempre più spesso invece il punto è che la nostra comunità sta crescendo molto sia nei numeri che nella qualità e questo comporta un sempre più difficile inserimento nel reame del postIT.
Ma perchè bramare cosi tanto una menzione nel postIT?
Lapalissiano dire che il reward faccia gola, inutile essere ipocriti, ma non è solo quello il motivo.
Essere parte integrante della rubrica garantisce enorme visibilità. Personalmente mi prometto di leggere sempre tutti gli articoli che vi finiscono dentro e questo mi permette di recuperare bellissimi pezzi che altrimenti avrei perduto per sempre, consentendomi di intrecciare un bel rapporto da lettore con autori che magari nel tempo inizio a seguire assiduamente. Inoltre la visibilità è anche foriera di interazione, ed io amo interagire con voi in relazione a quello che scrivo. In ultima istanza essere menzionati è indice di buona qualità nella scrittura e questo riempie d'orgoglio qualsiasi autore, sia esso un romanziere di successo sia esso un minuscolo blogger come posso essere io. Questo ragionamento vale proprio perchè reputo il postIT un luogo dove alcune persone, i nostri migliori curatori lavorano per regalarci i migliori post selezionati. Se non stimassi il loro lavoro e le loro figure non bramerei il postIT anzi, lo reputerei una rubrica inutile. Invece per me quella del postIT è ad oggi la migliore espressione di SPI, insieme alle splendide iniziative di e
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Per questi motivi ho perso un pò di entusiasmo negli ultimi giorni, riscontrando scarsa attenzione per 3 dei miei articoli migliori ma fortunatamente sono stato abbastanza lucido da risalire alle cause senza incolpare nessuno ed anzi trovando nelle possibili cause un motivo in più per continuare a scrivere, con costanza, impegno e ricerca di una buona qualità nella stesura degli articoli. A questa ritrovata voglia (passata per qualche minuto ragazzi non di più!) ho voluto abbinare uno spirito costruttivo che spero nel tempo possa contraddistinguermi all'interno della nostra comunità.
Ed allora oggi ho pensato di non scrivere nulla scrivendo questo articolo e promettendomi e promettendo a tutti voi l'arrivo di un nuovo progetto, che non so bene ancora come si andrà a configurare e quando partirà ma che mira a tutti voi, mira a dare visibilità a tutti voi cari amici e ai vostri scritti passati inosservati o quasi.
Oggi non scrivo nulla mi ero detto stamattina.
Questo post è dunque un paradosso, e se paradosso deve essere che lo sia fino in fondo, magari trovando domattina a quest'ora nell'articolo del postIT del 15 maggio 2018 una piccola sezione che riporti: