Un argomento oggetto di numerosi studi da parte della Psicologia e delle Neuroscienze è proprio il sonno.
Perché dormiamo? Alcuni animali non dormono, proprio per non diventare il pasto dei predatori, altri vanno in letargo per periodi lunghissimi per mancanza di cibo e altri ancora dormono con un solo emisfero alla volta.
Per noi uomini dormire è fondamentale, in primis per riposare il nostro cervello, ma non solo.
Si è scoperto infatti che nel genere umano il sonno è suddiviso in due fasi che si alternano più volte durante la notte: La fase “Non R.E.M.” e la fase “R.E.M.”.
La prima è responsabile del riposo per il nostro corpo e corrisponde al 75% del sonno notturno, questa è suddivisa in 4 sottofasi: la prima di sonno leggero, una fase intermedia, una di sonno leggermente profondo e l’ultima di sonno molto profondo, durante la quale è più difficile essere svegliati.
Dopo la fase NR.E.M., troviamo la fase R.E.M. che corrisponde al restante 25% del sonno, in cui il nostro cervello non solo NON riposa, ma anzi è attivo come se fossimo svegli, ed è la fase in cui sogniamo maggiormente.
Se risvegliati in questa fase, abbiamo il 95% di possibilità di ricordare il nostro sogno, a differenza di un risveglio in NR.E.M., dove risulterebbe davvero difficile ricordare.
Altra particolarità della fase R.E.M. è il motivo da cui prende il nome, ovvero, “Rapid Eye Movements”, durante questa fase infatti i nostri occhi compiono brevi e velocissimi movimenti grazie alle cellule colinergiche che generano onde Ponto-genicolo-occipitali (PGO) responsabili di questo movimento degli occhi.
Un altro tipo importante di cellule sono le cellule gabaergiche, le cellule inizianti il R.E.M. che inibiscono i motoneuroni producendo atonia, impedendoci di compiere i movimenti che viviamo nel sogno (sennò le conseguenze sarebbero preoccupanti!).
La funzione fisiologica della R.E.M. resta per ora un mistero ed è oggetto di numerosi studi, Freud ad esempio, sosteneva che la funzione del sogno è proprio quella di mostrarci i nostri più remoti desideri e paure, che si trovano all'interno dell'Inconscio, l'unica istanza a cui non abbiamo accesso, dove gli elementi vengono rimossi perchè troppo pericolosi per raggiungere la nostra coscienza.
Il sonno è molto importante quindi per il nostro benessere, infatti, alcuni disturbi possono avere lievi e gravi conseguenze sulla nostra salute, da non sottovalutare.
Per quanto riguarda le ore di sonno durante la notte, il numero è soggettivo, la media è di 7,5 circa, ognuno dovrebbe regolarsi in base alle proprie necessità, in genere bisognerebbe dormire minimo 7 ore a notte.
Inoltre è fondamentale non spezzare le ore di sonno e non esagerare con i sonnellini, il nostro sonno deve essere regolare e privo di interferenze nell’ambiente, così che possa essere ristoratore a pieno.
Tendenzialmente le persone ansiose impiegano molto più tempo ad addormentarsi in quanto la velocità nel prendere sonno si basa sul grado di tranquillità interiore, persone depresse al contrario tendono ad addormentarsi subito.
Tra i principali disturbi del sonno troviamo l’insonnia e le apnee notturne. Per quanto riguarda l’insonnia possiamo definirla come l’impossibilità di addormentarsi, o la capacità di riuscire a dormire ma senza trarne riposo.
Le apnee notturne invece, avvengono quando durante il sonno si verifica un esagerato rallentamento del respiro a tal punto che le persone smettono di respirare e hanno dei micro risvegli, con i quali poi riprendono a respirare, in questi casi è veramente sconsigliato l'utilizzo di sonniferi, in quanto in caso di rallentamento del respiro non ci permetterebbero di avere micro risvegli per riprendere a respirare, portandoci anche alla morte.
Il sonno è fondamentale per le nostre abilità cognitive, è dimostrato infatti che non dormire porta a pessime prestazioni nello studio, nel lavoro, nella creatività, nel problem solving e nel making decision.
Le ore di sonno influiscono nettamente anche nei rapporti sociali, infatti tenderemo ad essere maggiormente nervosi, irascibili in mancanza di sonno, avremo maggiori tendenze a creare conflitti ed alimentarli, le nostre social skills risulteranno compromesse e sarà più difficile provare empatia e capire le situazioni altrui.
Quindi data l’importanza della funzione del sonno, è necessario cercare di dormire a sufficienza in base a ciò che il nostro corpo richiede, tentando di mantenere gli stessi cicli per dormire, favorendo un corretto funzionamento dei ritmi circadiani che hanno come funzione proprio quella di mantenere l'omeostasi e regolare il nostro ciclo sonno-veglia, consentendoci un risveglio più semplice, naturale e un carico di energie per iniziare la giornata!
Con affetto,
Nicola
Fonti:
-Neuroscienze Cognitive (Gazzaniga, Ivry, Mangun, Zanichelli)
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