Avete mai sentito parlare degli accumulatori? Quelli che accatastano mucchi di roba? Io sono una di loro.
Ho passato gli ultimi due giorni a dare una ripulita al mio armadio, ai cassetti e mensole varie. Non immaginate la roba. Ho trovato bigliettini dei compagni delle elementari, anellini del 'cioè', biglietti di treni, autobus, crociere o attrazioni, caramelle, inviti vari ad eventi, volantini pubblicitari dei negozi del momento nel 2008, biglietti di cinema e teatro, confezioni o decorazioni di regali datatissimi, tutte le cazzatine regalate dagli ex dei primi anni del liceo coi fiori finti e i cuoricini fatti a penna.
Vi sembrerà strano ma è una malattia. Accumulare roba , sempre di più, vivendo nel terrore di doversene disfare. Poi però arriva quel momento in cui magari devi trasferirti in un'altra città e quindi devi capire cosa portarti dietro. Questo è un ottimo momento per dare un'occhiata dopo 8 anni o più al tuo armadio. E allora riempi 5 sacchi dell'immondizia grandi quanto te da dare in beneficenza e 4 piccoletti di roba da gettare immediatamente in discarica.
Arriva un momento della vita di ognuno in cui siamo invincibili e abbattiamo i nostri ostacoli più grandi. Vi giuro che io mi affeziono morbosamente ai ricordi e ad ogni piccolo particolare che li rievochi. Avevo bisogno di quei pezzettini di carta rovinata che mi facevano percepire situazioni passate in tutte le loro sfumature semplicemente stringendoli in mano. Avevo bisogno di stringere ancora i sassolini raccolti in spiaggia la prima estate che mi sono sentita grande e libera. Avevo bisogno di leggere le parole di chi un tempo era parte integrante della mia quotidianità. Non riuscivo a lasciarmi alle spalle le vecchie abitudini, le rimembranze vivide mi facevano male. Però mi ha colto questo incredibile momento di razionalità e coraggio e ho liberato i mobili e la mia testa da ricordi negativi e sensazioni che non mi appartenevano più ma che custodivo gelosamente, e non nego che a volte le rimembravo con un velo di amarezza.
Questo è un controsenso per una come me che è una maniaca dell'ordine. Però non potevo farci niente, dovevo collezionare frammenti di giornate trascorse. Beate infanzia e adolescenza... Fatto sta che sono riuscita per sempre ad abbandonare scene che ormai riempivano la mia quotidianità. A volte è incredibile quanto sia importante legarsi profondamente ad un oggetto materiale che rievochi sensazioni reali. E quanto sia difficile lasciarselo alle spalle.
Però dopo vi sentirete leggerissimi.
Spero che questa esperienza drammatica mi spinga a non accumulare più quantità indicibili di cianfrusaglie....