A Viareggio si gira in bicicletta. La zona pianeggiante permette ai bagnanti di abbandonare per un po’ le abitudini legate ai motori per godersi la lentezza che regala qualche giorno di vacanza.
Torre del Lago, lì accanto, è il paese di Giacomo Puccini. Sulle rive del lago sorge ancora la villa del maestro e in estate ospita il festival Puccini di musica lirica che fa risuonare la valle delle sue note e delle sue parole. La lirica che tocca le corde profonde dell’animo. Appena arrivati, cambio d’abito, spritz e la Tosca sul paesaggio incantato del lago, con un cielo costellato di Stelle cadenti.
Torre del lago è un paesino di mare della Versilia, cosparso di casette basse con il giardino, villette, vialetti, un viale principale alberato lungo il quale si alternano baretti, panetterie e pizzerie.
A Torre del Lago ci di sveglia tardi. L’orologio si dimentica, si fa una lenta colazione con la focaccia comprata la notte prima al forno aperto tutta la notte, si legge qualche capitolo di un libro al fresco del giardino e poi si va al mare.
Per arrivarci, dal centro abitato in cui alloggiamo, bisogna coprire una distanza di qualche chilometro. Le biciclette si affollano lungo i lati del lungo viale alberato, che lascia il centro per costeggiare i campeggi e le pinete e arrivare poi al lungomare, costellato di “bagni”, i lidi.
A Torre del Lago le spiagge sono lunghe distese di sabbia candida, sottile. Spiaggia libera ampia e ariosa, l’orizzonte del mare ampio, un perfetto punto di vista per godersi il tramonto in riva al mare, leggendo un libro o semplicemente osservando le onde che vanno e che vengono.
Torre del Lago è dog friendly. Sempre più spesso mi è capitato di avere problemi nelle spiagge di altri luoghi della penisola quando ho deciso di portare con me il mio cane, per esempio a Sperlonga e Gaeta dove nemmeno in spiaggia libera era concesso loro uno spazio. Qui, invece, i cani da ombrellone sono numerosi e si godono il mare e un pisolino sulla sabbia tiepida accanto ai padroni. È una forma di civiltà sottile e forse scontata, ma che va sottolineata di fronte ai limiti oggettivi di altre località marine.
Infatti, per chi ha un amico a quattro zampe, avere oggettivi problemi a trascorrere una giornata al mare o una settimana alla scoperta di un posto nuovo è un limite che fa cambiare mete a che, seppure marginalmente, può influenzare l’orribile e disumana piaga degli abbandoni estivi.
Pratiche di ordinaria civiltà messe in atto che fanno godere ancor di più quel magnifico tramonto.
A Torre del Lago, l’aperitivo in spiaggia nella “golden hour” è d’obbligo. Uno spritz al bagno Bianchi, mentre un musicista canta De André e riporta la mente (semmai si sia riuscito a distogliere il pensiero) alla tragedia di Genova, alla fatalità e al caso che opprimono questa esistenza.
Il sole rende tutto rosato, aranciato, il blu del cielo di una sfumatura unica, nuvole di zucchero filato e gabbiani che volano ad ali spiegati. Il carpe diem, più che mai in questi frangenti, assume un significato ancora più denso.
A Torre del Lago, la sera, si va a Viareggio per cena.
Gli imperdibili sono: il ristorante “Il Gabbiano”, famoso per la sua carbonara di mare, e la pescheria l’Acciuga al centro del mercato stabile di Viareggio, per il pesce freschissimo.
Poi a passeggio lungo i negozi della Passeggiata, cocktail e poi di nuovo sul lungomare, nei locali con musica e feste.
Oppure, per i nostalgici, un bel falò in spiaggia con tanto di strimpelli alla chitarra e stelle cadenti.
A Torre del Lago si torna a casa in bici. Si alza lo sguardo e si scorge un tramonto, o un’alba. Può capitare di avere il telefono scarico e godersi a pieno il momento. Può succedere di scattare una foto fugace, per conservare quell’attimo di silenzio e di colori, di natura e di qui e ora. Senza pensare troppo alle vacanze che sgocciolano via poco a poco.
[tutte le foto sono dell’autrice]