Domani sera in Polonia l'Italia di Mancini si gioca tutto nella nuova Nations League. Vincere e ripartire, o perdere e retrocedere.
Non siamo all'anno zero ma al meno uno. Così ieri Leonardo Bonucci ha risposto ad una delle tante domande postegli durante l'intervista prima della partenza per Chorzow, Polonia, dove domani sera la nostra nazionale si giocherà la permanenza nella Lega A della nuova Nations League. Ha parlato così dunque il vice capitano dell'Italia, e credo che parole più giuste non potesse trovare. Siamo all'anno meno uno, perchè considerando che a detta di tutti lo scorso anno dopo la mancata qualificazione ai mondiali eravamo all'anno zero, se possibile ora siamo messi ancora peggio. Ma come è possibile? E' possibile perchè ovviamente il cambio generazionale che sta avvenendo nel nostro calcio è un processo lungo e che richiede tempo, veniamo da una generazione d'oro dove a Coverciano si radunavano tutti insieme Buffon, Cannavaro, Nesta, Maldini, Pirlo, Del Piero, Totti, Inzaghi ,Vieri e dove vestire la maglia della nazionale era un vanto ed un motivo di orgoglio. Non voglio dire con questo che oggi non lo sia, anzi, ma sembra mancare quel qualcosa in più che sopratutto nei momenti difficili ci ha fatto sempre emergere.
Con l'arrivo di Mancini sembrava essere arrivata una ventata di aria fresca che aveva ridato fiducia a tutto l'ambiente con l'innesto di molte facce nuove, prevalentemente fra i giovani, ma sembra essere già tutto scemato con il pari casalingo proprio contro i nostri avversari di domani e la brutta sconfitta in terra Portoghese. Qualche piccolo raggio di luce è comparso nell'amichevole di mercoledì contro l'Ucraina, soprattutto nel primo tempo, ma abbiamo chiuso il match con il punteggio di 1-1 evidenziando ancora una volta le grandi difficoltà che stiamo attraversando.
Ma come già detto sopra, in passato è stato proprio nelle difficoltà che molte volte abbiamo visto le nostre migliori nazionali quindi ci auguriamo che il lavoro di Mister Mancini pian piano inizi a dare i suoi frutti e soprattutto che inizino ad arrivare anche i risultati, a partire da domani, vincere vorrebbe dire addirittura sperare ancora di accedere alle final four (dovremmo battere anche il Portogallo a casa nostra), pareggiare o perdere vorrebbe dire invece scrivere un altra brutta pagina di calcio per la nostra nazionale, che ci relegherebbe nella Lega B mettendo il punto esclamativo sulla nostra esclusione dal calcio che conta.
Per domani è pronta la nostra artiglieria migliore, con la conferma degli 11 visti a Genova contro l'Ucraina che in questo momento sono senza dubbio il miglior 11 da poter schierare con Donnarumma fra i pali, Florenzi, Bonucci, Chiellini e Biraghi in difesa, Jorginho a dirigere l'orchestra protetto dalla qualità e la quantità di Verratti e Barella (fra i migliori mercoledì) e davanti coloro che dovrebbero darci la vera scossa: Chiesa, Insigne e Bernardeschi, sicuramente mancheranno centimetri nella fase offensiva ma di qualità ce ne è da vendere e chissà che la nostra rinascita non riparta proprio da loro, dalla voglia di fare dei nostri giovani accompagnata dalla tenacia dei nostri "vecchi"...
Appuntamento a domani a Chorzow, Italia... fai l'Italia!!