Inizio oggi una serie che tratterà di poesia...
in particolare poesie di un uomo
dalla grande esperienza,
che mi ha ovviamente autorizzato.
Le reputo interessanti e degne di essere conosciute...
Le presenterò a gruppi, non omogenei.
VECCHIO PADRE
Vecchio padre,
quasi storpio,
curvo venisti
sotto il tuo peso.
Le braccia,
un giorno gagliarde,
penzolanti lungo i fianchi.
Tanti anni ci hanno diviso
ed altri ancora ci divideranno:
ora che ti ho rivisto,
saremmo in due a soffrire.
Vecchio padre,
metti la mano callosa nella mia,
che assieme si possa andare
ancora un momento,
a parlare di niente,
a guardare un tramonto,
a capire il perchè.
Solo un momento,
un piccolo momento,
soli,
ché mi rinfreschi
i pochi ricordi che ho di te.
Che io ancora sia fanciullo,
che tu ancora sia mio padre.
Ritorniamo,
sulle strade antiche,
sulle strade che mi videro monello,
ritorniamo,
ancora un momento,
per conoscerci
prima di lasciarci,
per sempre.
San Piero Patti
1972
Pietro Taranto
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A KATIUSCIA
Partivo.
Una nave
ed il mare
mi aspettavano.
Lunghi viaggi,
e tu,
salutavi
l'inquieto
padre,
che nella tua immagine
riposa il suo spirito.
Bordo
Marzo 1972
Pietro Taranto
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VORREI SBAGLIARMI
Vorrei sbagliarmi,
fratello,
ma un giorno mi costringerai
a dimenticarmi di te.
Vorrei sbagliarmi,
fratello,
ma un giorno mi costringerai
a ferirti e se anche
dovessi ucciderti,
non esiterei a levare
la mano assassina.
Vorrei sbagliarmi,
fratello,
ma tu rubi il mio pane,
fratello, e mi uccidi
nel ventre e nel cuore.
1976
Pietro Taranto
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