A quanto pare la decisione di levare le "umbrella girls" non è stata ben digerita nel principato di Monaco e in Russia, che hanno annunciato di fregarsene del regolamento del gestore della F1, e presenteranno in griglia le ombrelline.
Personalmente ritengo la decisione di levare le ragazze immagine del tutto superficiale, quando il problema semmai è altrove. In Formula 1 non è presente una donna tra i piloti dal 1992 con la nostra Giovanna Amati, dove tra l'altro non è nemmeno mai riuscita a qualificarsi per un Gran Premio su un totale di tre tentativi. In precedenza possiamo ricordare Lella Lombardi, miglior risultato un sesto posto, ma fatto in 17 gare nel corso di tre stagioni. Ci sono piloti che un sesto posto non l'hanno mai visto in parecchi anni di gare.
Dunque, dal 1992 in poi niente. Vanno ricordate a titolo di piloti di contorno, Carmen Jorda come programma piloti per la Lotus-Renault, Susi Wolff, moglie dell'attuale manager della Mercedes GP, collaudatrice della Williams e Maria de Villota, sfortunata collaudatrice per la Manor.
Se guardiamo dall'altra parte dell'oceano, nelle serie maggiori svetta sicuramente Danica Patrick, pilota della Indy e Nascar. Ha ottenuto una vittoria nel 2008, ma questo è ininfluente. Infatti, e qui arrivo al punto del post, è sempre stata mediaticamente attenzionata dai media e dai fan. Gli sponsor non le sono mai mancati, anzi hanno fatto a gara per avere contratti a lungo termine. E comunque non era l'unica, ad esempio si può citare Milka Duno e Pippa Mann.
Possibile che in F1, anche solo per una questione mediatica e di sponsor non succeda lo stesso? So già che salteranno fuori i puristi con "eh ma non è uno sport per donne" oppure "le donne non riuscirebbero a sostenere una gara". Balle! Abbiamo proprio ora almeno due o tre piloti, che proprio tali non li definirei per nulla. Dei brocchi conclamati che grazie ai munifici assegni dei genitori corrono come titolari nella massima formula, e tempo un paio d'anni andranno nel dimenticatoio come le innumerevoli schiere di quelli che li hanno preceduti.
Evidentemente l'assioma "donna al volante = brocco" è insito nel dna della zona EMEA, visto che nelle americhe la questione non si pone da anni. Personalmente ritengo che la Federazione Internazionale (Fia) e Liberty Media (che è pure americana) debbano pensare seriamente ad un programma specifico, anche se la cosa suona male, un po' come le quote rosa in parlamento. Andando sulle varie formule minori le donne ci sono, e pure con risultati discreti. Why not?