Eh già, quest'anno non faccio l'albero di Natale (come l'anno scorso e quello prima ancora).
É da due anni che non vivo più con i miei genitori e quando abitavo con loro arrivava sempre quel periodo dell'anno in cui mia mamma portava dal garage l'albero di Natale dentro una scatola tutta impolverata.
Tutti impolverati erano anche i sacchetti con le palline e le ghirlande.
Quando ero piccola, adoravo questo periodo dell'anno (ma solo perché in realtà non sapevo cosa ci fosse dietro a tutta questa festa).
A scuola dicevano che bisognava festeggiare la nascita di Gesù e io, quando ero piccola, ero credente e andavo sempre in chiesa, anche (e soprattutto) durante la vigilia di Natale.
Questo rendeva il Natale ancora più bello, non erano i regali che aspettavo con ansia (certo non li rifiutavo) ma avevo una fede enorme dentro il mio cuore.
Poi sono cresciuta e ho smesso di credere. Ho smesso di credere e ho smesso di credere anche nel Natale associandolo ad una sola parola: consumismo.
So che molti di voi faranno l'albero di Natale, i regali e che saranno tutti insieme durante la vigilia.
Ognuno fa quello che vuole ma io la mia "vigilia" la passerò come tutte le altre sere.
Perché ormai dietro questo "Natale" vedo tutto di quello che più brutto ci può essere:
- si spendono soldi per comprare alberi (addirittura alcuni sono veri), addobbi e ghirlande;
- si spendono soldi per fare i regali;
- si spendono soldi per comprare il vestito per la cena di Natale e il pranzo;
- si spendono soldi per i panettoni;
- si spendono soldi.
Ogni festa è buona sempre per spendere, spendere e ancora spendere.
É Natale? Bisogna fare i regali.
É Pasqua? Bisogna comprare le uova di Pasqua e la colomba.
É l'Epifania? Bisogna comprare la calza piena di dolciumi per far venire le carie e riempire di zuccheri raffinati i bambini.
É la festa della mamma? Bisogna comprarle il regalo.
É la festa del papà? Bisogna comprargli il regalo.
É la festa delle donne? Tutti a comprare le mimose.
É Halloween? Tutti a spendere soldi per mascherarci.
Aspetta... è San Valentino! La festa degli innamorati! Tutti a comprare cioccolatini e regali vari.
Ma... oggi c'è il Black Friday fammi vedere se hanno scontato quella minchiata che neanche mi serve ma cacchio se è scontata la posso comprare e metterla nella dispensa delle cose che non mi servono a un cazzo.
Tutte le feste ormai portano le persone (che poi non è colpa delle feste perché nessuno è obbligato a seguire la massa) a spendere anche i soldi che non hanno o che hanno e che spendono per cose che non servono.
Vivo a Londra, una città che a Natale si riempie di luci e i negozi sparano luci colorate e addobbi a non finire.
E quando passeggio, anche se gli addobbi e le lucette sono carine, non riesco a non vedere il consumismo che c'è dietro a questa festa.
Tutti che si precipitano nei negozi a comprare cose che per la maggior parte sono inutili, di cui non abbiamo bisogno.
Oxford Street diventa un cumulo di persone che entrano ed escono dai negozi pieni di borse tra le mani che non riesci neanche a passare.
Ma perché, dico io, dobbiamo per forza regalare qualcosa di materiale? Basterebbe stare in famiglia, tutto qua.
Mangiare insieme, tutto qua.
Riunirsi solo se si crede in quella che è davvero la festa, ovvero religiosa e dunque, passare la vigilia in chiesa.
Tutto questo sperpero di denaro, per ogni festa, ma ci pensate mai?
Sì, lo so che ricevere qualche regalo fa piacere, ma ormai è diventato una sorta di obbligo.
A Natale bisogna avere la casa addobbata e spendere soldi ai mercatini per delle cavolate che non ci serviranno mai e bisogna mettere i regali sotto l'albero, mi raccomando.
Sono pronta al massacro, fatevi sotto e linciatemi 😂 😂 😂