Era da un po' che pensavo di scrivere questo post.
A chi piace scrivere, capirà perfettamente quando capita che ti trovi in situazioni strane e, mentre le stai vivendo, inizi a narrare a mente il fatto.
Questo post lo scrivo a mio rischio e pericolo, dopo capirete il perché.
Come ogni circa due mesi, mi sono ritrovata a dover prendere un aereo di ritorno a Londra da Treviso.
Questa volta mi presento all'ultimo momento. Tutte quelle volte che mi capitava di arrivare in largo anticipo finiva che mi annoiavo a morte.
Coda, controlli passati.
I controlli mi mettono sempre una certa ansia: non so perché il 90% delle volte, quando passo sotto il metal detektor, suona e mi fanno sempre perdere un sacco di tempo per dei controlli inutili.
Secondo me vedono la mia faccia da teppista e fanno suonare il metal dektor a prescindere.
Questa volta, finalmente, mi fanno passare tranquillamente.
Compro l'acqua (perché giustamente te la fanno buttare prima dei controlli per poi spararti €2,10 a bottiglietta) e la ragazza al bancone, come aveva fatto anche con gli altri prima di me, cerca di rifilarti un pacco di gomme da masticare.
- Non sono vegane.
-Cosa scusa?
-Non sono vegane quelle gomme da masticare.
-(sguardo completamente perso)
Controllo passaporti.
Presento il mio, e il poliziotto inizia a fissarmi.
Che cazzo avrà questo da guardare, ho solo i capelli verdi e la frangia e il piercing di diverso rispetto alla foto sul passaporto. Cosa pensi che non sia io, eh? Non sai che le donne cambiano taglio e colore di capelli una marea di volte?
Stai ridendo... ma che cavolo hai da ridere?
Continuo a guardarlo, e lui mi guarda, e ride.
Guarda, se solo stai pensando di farmi una battutina sui capelli, non me ne frega niente che sei un poliziotto, potrei seriamente mandarti in quel posto.
Dietro di me non c'era nessuno, se la stava prendendo con comoda.
Beh, mi lasci passare o devo perdere il volo?
-Stai proprio bene con questi capelli! (occhiolino)
Immagine CC0 creative commons
Ma questo è impazzito. Ma ti è andata bene!
Bene, mi prendo il passaporto e neanche gli sorrido.
Salgo in aereo.
Vuoi vedere che ci sarà il solito cretino seduto al mio posto? E dovrò mostrargli il mio biglietto e fargli alzare le chiappe.
Eccoti qua, come immaginavo. Ehi tu, uomo con la giacca e la camicia, sarai anche laureato ma non sai nemmeno trovare il tuo posto.
-Scusi, quello sarebbe il mio posto.
-Ma sul mio biglietto c'è scritto che posso sedermi da qualunque parte.
-(WTF).
-Posso rimanere qui? Ti siedi di fianco.
-Ok.
Tiro fuori il libro del mio amico Buk (Storie di Ordinaria Follia) e inizio a leggere
Se solo butta l'occhio alle parole che sto leggendo si scandalizzerà, lo so.
Avete presente il rumore che fa uno che tira su con il naso? Ecco, ogni dieci secondi, tirava su con il naso.
Continuo a leggere interrotta da questo rumore e da un bambino che, come volo che si rispetti, inizia a strillare.
-Ma tu di dove sei?
-Di Treviso ma vivo a Londra da quasi tre anni.
-Anche io sono stato lì per il mio master, poi adesso abito a Milano ma ho una riunione importante a Londra.
Ok, lo aggiungerò alla liste delle cose di cui non me ne frega un cazzo.
Continuo a leggere.
-Sta tirando fuori il PC (almeno così non butterà l'occhio sulle cose che sto leggendo)
Grossa non sono, ma ogni due secondi mi urtava il braccio: attenzione, non mi dava delle botte secche, ma continuava a toccarmi e la cosa mi stava facendo parecchio innervosire.
Ho cercato di spostarmi un po' ma niente da fare.
-Scusa, dovrei passare.
-(figurati so che romperai i coglioni fino alla fine del viaggio) Si certo, passi pure.
Tiro su le gambe per farlo passare (col cavolo che mi alzo). Mi sono pentita subito della scelta fatto in quanto ho dovuto girare la testa per non trovarmi il suo sedere attaccato alla faccia.
-Però, quanto sei elastica!
Cosa cavolo (cerco di contenermi con le parolacce) mi ha appena detto? Sta scherzando vero?
Ritorna, sedere in faccia quota due.
Fa che non abbia la fede, questo cretino, fa che non abbia la fede. HA LA FEDE. OK.
Qualcuno mise una moneta nel juke-box e ascoltammo musica. La vita sembrava un po' migliore. Finii il bicchiere, me ne versai un altro e mi chiesi se l'uccello mi si sarebbe mai più rizzato. Mi guardai in giro nel bar, zero donne. Feci la seconda cosa più bella: alzai il bicchiere e lo seccai. Buk, Storie di ordinaria follia
Ora è sempre più agitato, si sta sentendo sicuramente male. Lo sapevo io, una rottura fino alla fine del viaggio.
-Ho un mal di testa incredibile, non ce la faccio più.
-Io non ho niente mi dispiace!
-Aspetta vado a chiedere alle hostess se possono darmi qualcosa.
Culo in faccia quota 3.
Torna a sedere, continua a dimenarsi.
-Scusa, vado a chiedere a qualcuno se ha un'aspirina
Culo in faccia quota 4.
Aspirina trovata, bene. Tira su con il naso, mi urta. Questa volta, chiudo il libro per prendere le cuffie e, guardando l'immagine di copertina sgrana gli occhi.
Oh cazzo, forse non avrei dovuto mostrare l'immagine di copertina.
Foto dell'autore
Riapro immediatamente il libro e continuo a leggere.
Che ansia questo viaggio, ma quanto manca? Neanche a pensarlo che ci stavamo già preparando per l'atterraggio, fortunatamente.
-Ma come dico a mia moglie che mi sono sentito male in aereo e che mi hanno dato l'aspirina e lei mi scrive: "In che senso?" ma che ca..o vuol dire?
Questa volta sorrido, sorrido e scappo, per paura di ritrovarmelo dietro di nuovo ai controlli.
Vi stavate chiedendo perché ho pubblicato questo mio post a mio rischio e pericolo? Perché durante le mille interruzioni che mi ha fatto mentre leggevo, mi ha anche chiesto di cosa mi occupo e gli ho spiegato anche di Steemit.
Mi ha chiesto il nome del mio profilo, se lo è segnato e ha detto che farà un giro a leggere i miei post.
Ecco, mi piacerebbe vedere la sua faccia se dovesse mai leggere questo blog.
Forse si iscriverebbe solo per il gusto di lasciarmi un bel commentino con i fiocchi :)
Spero di avervi (e averti, caro uomo in giacca e cravatta) fatto sorridere,
un abbraccio.