Buonasera amici Steemiani, oggi vorrei riprendere il discorso cominciato tempo fa sulle nobili verità insegnateci dal Buddha. Vorrei cominciare citando queste parole pronunciate da Papa Francesco:
Caino. <<Sono forse io colui che deve nutrire suo fratello?> Questa criminale affermazione, è un peccato che viene dall'infanzia di quelle persone che vengono cresciute con un modo di pensare egoistico che è stato inculcato nelle loro menti, bambini cresciuti in tale modo sono uomini e donne educati in questo modo.
Questa è l'educazione del pensare al proprio piccolo orticello, al vantaggio personale, al non dare senza ricevere, è il modo di pensare del tipo: Io sto bene ed ho un buon lavoro, i miei figli altrettanto e chissenefrega del resto, ogni tanto acccendo un cero, vado a messa, faccio il segno della croce davanti alla madonnina...
Ma queste non sono persone dotate di consapevolezza, "Chi sono io per dovermi prendere cura degli altri?". Prendersi cura degli altri, non vuol solo dire dare un bicchiere d'acqua all'assetato o un panino all'affamato, ma anche vivere in modo da espandere meno dolore possibile alle persone intorno a noi. Oggi viviamo in un mondo, o meglio, una parte di mondo in cui non si muore di fame, nè di sete, quindi dovremmo essere capaci di vedere che esiste qualcosa di più profondo del mangiare e della partita di pallone, cioè irradiare meno sofferenza possibile verso le altre persone.
Entriamo ora in un pensiero nato da uno dei più grandi maestri mai esistiti, Samyutta Nikaya, queste parole sono mirate per farci rendere conto della nostra sofferenza e per trascenderla, leggetele con attenzione:
ossia: brama del piacere dei sensi, brama di esistenza, brama di non-esistenza. Da dove questa brama sorge e prende vigore? Ovunque vi siano delle cose che sembrano dilettevoli e gratificanti, da lì questa brama sorge e prende vigore. C'è la nobile verità dell'origine della sofferenza. Questa fu la visione, l'intuizione, la sapienza, la conoscenza, la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima. Questa nobile verità DEVE ESSERE compresa a fondo abbandonando l'origine stessa della sofferenza. Questa nobile verità E' STATA compresa a fondo abbandonando l'origine stessa della sofferenza: Questa fu la visione, l'intuizione, la sapienza, la conoscenza, la chiarezza che sorsero in me su cose mai udite prima.
Il Buddha ci porta a conoscenza del fatto che esiste una causa alla nostra sofferenza, ci porta quindi nella legge di causalità, e questa causa è la brama, l'attaccamento. Generando sofferenza nella mia vita, io l'attacco ai miei figli, ai miei parenti, agli amici e ai colleghi, siamo a mangiare una pizza? stiamo chiacchierando del più e del meno, ma io gli sto attaccando la mia sofferenza, e questo è drammatico :(
Perchè vedete.. il pianeta meraviglioso che abbiamo visto nel post precedente e che riposto qui non per fare spam ma perchè so che siamo pigri e mai andremo a vedere il vecchio post:
Ecco questo paradiso, tocca a noi ricrearlo, Dio (per chi crede in Dio, gli altri lo chiamino come vogliono: Intelligenza superiore, Destino, Fato, Chuck Norris) ha già fatto abbastanza. Egli ci ha creato, ha creato questo paradiso e ci ha donato sufficiente intelligenza per essere in grado di mettere i nostri desideri carnali in secondo piano ed occuparci di un bene più grande, il bene comune. Dimostriamogli che non si è sbagliato con noi.
A presto amici miei,
Voghera.