Si parla tanto di caporalato, e nei giorni scorsi questo fenomeno ha mietuto vittime. Già, migranti economici che dovendo viaggiare con le dovute costrizioni, impiegano tante ore di lavoro nei campi e non dimentichiamoci che vengono sfruttati e sottopagati per una manciata di euro, e la maggior parte di loro vengono collocati su mezzi di trasporto fatiscenti. E ancora oggi, si è in possesso della notizia secondo la quale che per avere premi assicurativi era logico inscenare sinistri stradali falsi, ma le vittime però erano vere. Certo i reati e le diverse responsabilità dei concorrenti faranno il loro corso. Ma resta evidente il tema politico e se vogliamo, come direbbe qualche filosofo, metagiuridico che ricorrentemente sfugge ai professori della politica. Lo si è chiamato caporalato del bisogno, quasi a designare un'epoca in cui nessuno ha più niente da perdere. È ovvio che tutto dipende dallo stato di necessità di molta gente, e mi chiedo se la scienza sociale quale dovrebbe essere la politica, è in grado di comprendere che occorre fare scelte e operare in virtù dello stato di necessità e non di libero arbitrio come vogliono le categorie dotte. La cosa gravissima è che c'è chi parla di diritti che in effetti ha, mentre la maggior parte parla e agisce anche in virtù di diritti che dovrebbero avere ma che non hanno. Siamo un paese civile? ciò sancisce la differenza tra chi governa e chi viene governato.....
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