Spesso, e non solo durante l'esercizio della mia professione, trovo a dovermi scontrare con il mito dell'antibiotico cura-tutto. Mal di gola? Antibiotico. Influenza? Antibiotico. Mal di pancia? Antibiotico. I danni di questo comportamento sono molteplici, sopratutto per antibiotici assunti per via orale: non solo non serviranno a nulla se la causa del malanno è un virus, ma possono addirittura farvi stare male. Vediamo insieme, con parole semplici, perché gli antibiotici non sono utili per debellare le infezioni virali.
Come funzionano gli antibiotici
Gli antibiotici sono delle molecole progettate ad hoc per interferire con con i componenti strutturali di un batterio o con i suoi processi metabolici.
Target degli antibiotici - Immagine sotto licenza CC0
I bersagli degli antibiotici sono in genere cinque:
- la parete cellulare batterica (una barriera che protegge il batterio dai fattori esterni, come il caldo ed il freddo)
- la membrana cellulare del batterio (regola gli scambi tra interno ed esterno)
- la sintesi degli acidi nucleici (DNA e RNA, indispensabili per la replicazioni)
- la sintesi proteica (produce tutto ciò che serve al batterio)
- metabolismo energetico (produce energia a partire dagli zuccheri)
Senza scendere nel dettaglio molecolare, posso dirvi che gli antibiotici hanno una struttura molto simile alle molecole che normalmente utilizza il batterio, che viene quindi "ingannato" e le utilizza. Tuttavia, avendo piccole differenze, queste si inseriscono solo in parte all'interno dei complessi proteici del batterio, bloccando i processi sopra descritti. Praticamente, è come se mettessimo un sassolino tra due grossi ingranaggi: il sassolino entra perfettamente tra i denti degli ingranaggi, ma blocca tutto il meccanismo.
Alcuni antibiotici sono in grado di uccidere il batterio creando un danno della parete o della membrana batterica e sono definiti "battericidi" (come i beta-lattamici, classe a cui appartengono le penicilline); altri invece impediscono la replicazione batterica (interferendo con la sintesi di acidi nucleici ad esempio) e lasciano il compito al nostro sistema immunitario di fare piazza pulita: sono definiti batteriostatici.
Gli invincibili virus
Al contrario dei batteri, i virus sono entità biologiche di difficile definizione. Non sono esseri viventi perché non sono costituiti da cellule, ma unicamente da un involucro proteico (detto capside) e acidi nucleici. Per svolgere le funzioni di sintesi di nuove proteine e replicazione, i virus necessitano di un organismo vivente, come l'essere umano, una pianta, un batterio: hanno quindi un comportamento da parassita obbligato.
Ciclo vitale dei virus - Fonte
Questa volta, è la cellula ospite che viene "ingannata". Quando un virus riconosce determinate proteine presenti su cellule a lui congeniali, inietta il suo RNA o DNA all'interno della cellula ospite, che tratta questi acidi nucleici come fossero i suoi, iniziando ad usarli ed a produrre proteine virali. All'interno del DNA/RNA virale sono contenute tutte le istruzioni per diffondere l'infezione: la povera cellula ospite produrrà le proteine strutturali del virus, le proteine per replicare il DNA/RNA e anche le proteine per assemblare nuovi virus. Quando il numero di particelle virali è "ingombrante" per la cellula ospite, questa muore scoppiando, rilasciando in circolo nuovi virus.
Il motivo dell'inefficacia degli antibiotici contro i virus, risiede nel fatto che questi ultimi non hanno bersagli validi da poter attaccare per gli antibiotici. Tutti i meccanismi di sintesi e replicazione avvengono infatti all'interno della cellula ospite, nella maggior parte dei casi utilizzando proteine normali della cellula infettata. Immaginate per un momento se usassimo un farmaco che blocca i processi metabolici della cellula ospite: uccideremmo cellule sane del nostro corpo con effetti letali!
Perché non usiamo i farmaci antivirali allora?
È vero, esistono farmaci progettati per funzionare contro i virus. Questi farmaci hanno bersagli molecolari molto specifici: si legano ad alcune proteine specifiche del capside virale e a proteine virali specifiche espresse dalla cellula ospite. Vi starete chiedendo allora perché per la rinite, comunemente detta "raffreddore", non utilizziamo farmaci antivirali per aiutare il nostro sistema immunitario. L'agente responsabile della rinite, è il Rhinovirus, di cui esistono circa 160 sierotipi diversi. Ogni sierotipo ha le sue proteine specifiche senza alcune cross-protezione: se avessimo un farmaco o un vaccino che funzionasse per il sierotipo numero 123 del Rhinovirus, non funzionerebbe per il sierotipo numero 145. Inoltre, pur ammettendo che esistano 160 farmaci diversi, io che ho preso il raffreddore, come faccio a capire in tempo utile da quale sierotipo di Rhinovirus sono stato colpito?
Rhinovirus - Immagine sotto licenza CC0
I danni dell'uso sconsiderato degli antibiotici
L'antibiotico dato per via orale, entra nel circolo sistemico e tende ad accumularsi, in genere, dove ve ne è più bisogno. Il nostro corpo tuttavia, è pieno zeppo di batteri, sopratutto a livello intestinale. Se non abbiamo un'infezione batterica in atto, secondo voi, su chi agiranno gli antibiotici? Ovviamente sulla flora intestinale, causandoci non pochi mal di pancia! Infatti, tra gli effetti collaterali della maggior parte degli antibiotici, troviamo alterazioni dell'alvo. Ancora, gli antibiotici usati impropriamente possono selezionare una "stirpe" di batteri resistenti: non potendo essere uccisi da un solo antibiotico si ricorre ad associazioni, con esposizione a maggiori effetti collaterali. E tutto questo, senza risolvere l'infezione virale!
Conclusioni
Gli antibiotici non hanno utilità contro i virus, perché agiscono su bersagli che sono propri dei batteri, non dei virus. Non tutti i virus possono essere combattuti con farmaci antivirali poiché di alcuni alcuni virus ne esistono numerosi sierotipi che richiederebbero un farmaco specifico ed una precisa identificazione. L'uso improprio degli antibiotici oltre a danneggiare la flora batterica, seleziona, uccidendo i microorganismi più deboli, dei superbatteri, che possono causare infezioni gravi e che necessitano l'utilizzo di più antibiotici in contemporanea per essere debellate.
Se avete il raffreddore quindi, l'unica cosa da fare è...soffiarsi il naso!
Se avete domande o dubbi sull'argomento potete farmele nei commenti. Ci sarebbe ancora molto da dire, è ovvio, ma ho preferito essere sintetico e chiaro.
Bibliografia:
- Koonin EV, Senkevich TG, Dolja VV, The ancient Virus World and evolution of cells, in Biol. Direct, vol. 1, 2006, p. 29.
- Gualerzi, Claudio O.; Brandi, Letizia; Fabbretti, Attilio; Pon, Cynthia L. (4 December 2013). Antibiotics: Targets, Mechanisms and Resistance. John Wiley & Sons. p. 1.
- Simasek M, Blandino DA, Treatment of the common cold, in American Family Physician, vol. 75, nº 4, 2007, pp. 515-520.
- Nicola Davison (6 October 2017). Why can't we cure the common cold?, The Guardian.