Il potere nei piccoli gruppi è stato studiato soprattutto a partire dalla leadership, e particolarmente interessante risulta la relazione tra leader e follower.
La tendenza a ricoprire una posizione di leader piuttosto che di collaboratore dipende anzitutto da disposizioni soggettive e dai tratti di personalità sviluppati e sedimentati durante il percorso di crescita e lungo tutto l’arco di vita.
Sono stati comunque individuati alcuni aspetti intrapsichici che orientano la predisposizione ad assumere un ruolo investito da maggiore o minore potere:
- Gli individui orientati da uno stile masochista, dipendente o passivo-aggressivo ricoprono più facilmente posizioni di collaboratore; ciò avviene fondamentalmente perché essi ricercano forme diverse di potere come ad esempio il potere dell’umile, del sottomesso, dell’emarginato, dello sfruttato, dello sfortunato, della vittima.
- Gli individui tendenzialmente istrionici, distaccati o controllanti pur non essendo alla ricerca ostinata di posizioni di leadership, posseggono alcuni tratti quali quello della manipolazione, dell’inautenticità, dell’esibizionismo o della freddezza che possono direzionarli verso posizioni che abbiano un certo livello di potere.
- Posseggono invece caratteristiche che premono verso alte posizioni di potere personalità a impronta paranoide e aggressiva: i primi sono sospettosi, ipercritici nei confronti degli altri, freddi ed eccessivamente razionali; i secondi sono energici e competitivi, sicuri di sé e indifferenti verso gli altri.
Parliamo qui di tratti tipici non certo del leader ma più propriamente del capo, figura associata a una estraneità relazionale, emotività incontenibile, insensibilità, arroganza ed egoismo.
- Ma la vera spinta leaderistica si fonda principalmente su tratti narcisistici, infatti le disposizioni personali caratterizzate da senso di grandezza e onnipotenza, nonché dalla ricerca di ammirazione, prestigio e superiorità, costituiscono i tratti di personalità peculiari degli individui che ricoprono, possono o vogliono ricoprire, posizioni di leadership.
Secondo la tesi di Kets de Vries coloro che arrivano a ricoprire alte posizioni di potere, piuttosto spesso sono individui che cercano di risolvere conflitti interni irrisolti a contenuto relazionale e che proiettano tali contenuti all’esterno.
Per tali motivi frequentemente essi hanno accanto almeno una “cosiddetta spalla” con cui specularmente assecondare e soddisfare i bisogni di sicurezza e dipendenza da un lato e di narcisismo e onnipotenza dall’altro.
Infatti la coppia in un primo momento è del tutto funzionale.
Il rischio che la relazione diventi patologica è determinato dalle dinamiche collusive che si creano nel momento in cui le interazioni iniziano a basarsi su regole inflessibili, le aspettative reciproche iniziano a trasformarsi in pretese, e si sviluppano modalità di pensiero e azione ripetitivi per salvaguardare “l’equilibrio della coppia”.
Proprio in queste relazioni, in questi incroci, confluiscono sia il desiderio di protezione e rassicurazione sia la rabbia, l’invidia, l’abuso, la prevaricazione e la prepotenza.
Ovviamente parliamo qui di dinamiche inconsce che (anche se in maniera differente) si sviluppano in tutti i tipi di coppia (non solo in quella lavorativa ma anche in quella amorosa):
Per comprendere più intuitivamente quello che ho spiegato tecnicamente provate a riportare alla memoria, se vi è capitato, la storia di qualche coppia di amici in cui, per voi, conoscendoli, ascoltandoli e osservandoli dall’esterno la risoluzione sembrava davvero chiara mentre i rispettivi atteggiamenti della coppia quasi irrazionalmente sembravano muoversi dentro un circolo vizioso.
In quei casi vi sarete forse detti al “cuor non si comanda”, ed io aggiungerei “figurarsi all’inconscio!”
Ad ogni modo fortunatamente è comunque ovvio che esiste anche un lato sano del potere, relativo ad una adeguata gestione, ad una guida efficace ed efficiente ed alla possibilità di eccellenza nella leadership.
Ed è qui che si snodano le differenze tra Capo e Leader:
Una Leadership sana è strettamente legata a capacità e abilità personali che permettono alla "persona-leader" di adempiere alle responsabilità, esercitando l’autorità che riveste senza cadere nell’ambizione del potere o nel desiderio di esercitarlo a fini puramente manipolativi.
I Leader sono particolarmente abili nel condurre gruppi di lavoro, analizzare le situazioni e anticiparne le conseguenze.
Sono dei pensatori a lungo termine, flessibili e adattivi, preparati, aggiornati, curiosi e creativi; sono socievoli e sanno coinvolgere i membri del loro gruppo di lavoro, riconoscendone le doti e le potenzialità.
Cosa fondamentale per il nostro discorso di oggi è che essi sono interessati, più che al privilegio del potere, al primato del sapere e del saper fare e risultano inoltre poco gelosi delle loro idee ma anzi ben disposti a condividerle e a migliorarle.
È così che si dispiega il Potere inteso non come Dominio ma come Possibilità.
Spero di avervi incuriosito o di esservi stata utile. Grazie per la lettura e l’interesse!
Fonti:
Quaglino G. P. La vita organizzativa, 2004
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Batman e Robin
https://www.flickr.com/photos/andertoons-cartoons/3601491848
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Salvador Dalì Woman Desk
https://www.flickr.com/photos/53035820@N02/8089297430
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https://pixabay.com/it/mano-burattino-pupazzo-di-neve-784077/
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http://www.dyess.af.mil/News/Photos/igphoto/2000335479/mediaid/277241/
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https://www.flickr.com/photos/goksanozman/9090831375
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