Breve introduzione
Come ho già anticipato nei miei scorsi post, qualche giorno fa ho iniziato il terzo anno di liceo. E con l'inizio del terzo anno, per chi non lo sapesse, in tutte le scuole superiori avvengono cambiamenti drastici per quanto riguarda il percorso di studi, le materie da studiare, i professori ecc. E così è successo anche per me: il primo giorno sono andato a scuola con la curiosità di affrontare questi cambiamenti, e subito la mia curiosità è stata appagata. Le prime due ore, infatti, avevo lezione di due materie assolutamente nuove, con professori che non conoscevo. Durante la prima ora avrei avuto lezione di filosofia, durante la seconda ora di fisica.
Filosofia e fisica a confronto
Mettere queste due materie a confronto è come mettere a confronto il bianco ed il nero, ma ho deciso che lo farò, anche se a grandi linee (ovviamente non aspettatevi il parere di un esperto, ho iniziato ad affrontare queste tematiche negli ultimi giorni: utilizzerò ciò che ho imparato in questa settimana e ciò che già sapevo a riguardo, più che altro per esprimere delle mie opinioni personali).
Appena la professoressa di filosofia è entrata in classe, ci ha subito dato una definizione generale riguardante la sua disciplina. Essa, a suo dire, consiste nell'avere una consapevolezza il più possibile oggettiva di quello che succede intorno a noi. Subito dopo, ci ha spiegato che il filosofo (specialmente nell'epoca moderna) cerca di smontare teorie considerate certe dall'uomo e riguardanti diverse discipline, per far capire che niente è sicuro e che l'uomo non detiene una verità assoluta e che quindi non è in grado di capire del tutto e con certezza la realtà che lo circonda.
L'ora dopo è entrata la professoressa di fisica, ed ancora prima di iniziare a parlare della sua materia ci ha citato una celebre frase. "Io stimo assai più il trovare un vero benchè di cosa leggera che il disputare lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nessuna".
-cit. Galileo Galilei
Credo di aver già messo in evidenza il contrasto ho subito colto e che è presente tra queste due discipline. Con questa frase, Galileo intente che lui preferisce stabilire anche una cosa che può sembrare insignificante (come la velocità di un sassolino che cade per terra o cose del genere) ma sapere che quella cosa è vera e corretta, piuttosto che dibattere tematiche che, sebbene siano importanti, non portano a nessuna conclusione. Il fisico fa quindi allusione alle materie umanistiche, ma principalmente proprio alla filosofia.
Ma siccome l'obiettivo principale di questo post è condividere con voi la mia opinione , questo è ciò che farò nel prossimo paragrafo
Ma quindi io, da che parte sto?
Questa è per me una domanda difficile, e per niente a risposta chiusa. C'è chi risponderebbe "Io sto dalla parte della filosofia" e chi "io sto dalla parte della fisica"... Io invece, in questa come in molte altre circostanze, scelgo una via di mezzo (sto sempre a complicarmi la vita io, eh..."
Fino ad ora, in risposta ad alcune domande esistenziali che tutti gli uomini, per loro natura, si pongono, ho sempre avuto una tendenza scientifica. Ho sempre creduto al Big Bang e non al fatto che dio creò la terra, ho sempre creduto solo alle cose che potevo vedere e toccare, perchè le altre mi sono sempre e solo sembrate frutto dell'immaginazione umana (vi prego, se non la pensate come me, di non prenderla sul personale: ho solo espresso una mia opinione, non so quale sia la verità assoluta e quindi potrei anche sbagliarmi di grosso; infatti mantengo sempre un alto rispetto per chi non la pensa come me).
Tuttavia, questa volta devo ricredermi. Nel senso che sto per il 50% dalla parte della filosofia e per il 50% dalla parte della fisica. Questo perchè ritengo di non avere certezze e verità assolute, e come ritengo di non averle io penso che nessun essere umano possa averle, in quanto comune mortale e non essere onnisciente. Da un certo punto la scienza mi dà sicurezza, un po' come la matematica. Però prima del 1600, quando Galileo ha formulato la teoria eliocentrica, tutti gli uomini erano convinti e sicuri che la teoria geocentrica fosse una certezza scientifica, e che quindi la terra fosse piatta e che tutte le stelle, i pianeti ed i corpi celesti in generale girassero attorno ad essa.
Allo stesso modo sono convinto che un'altra certezza scientifica che noi abbiamo, che forse noi consideriamo certa e sacrosanta, potrebbe essere sbagliata.
Questo perchè dobbiamo rassegnarci al fatto che l'essere umano non detiene la verità assoluta, non può avere certezze o sapere tutto ciò che c'è da sapere nel mondo che ci circonda.
Non posseggo certezze, e temo coloro che ne hanno
E voi, cosa ne pensate?
Fatemelo sapere in un commento
A presto!