C'è stato un periodo dove ho vissuto nella convinzione che nato solo sarei morto solo. Che la vita era un film dove ero un protagonista, del mio film ovviamente, e gli altri sarebbero state semplici comparse.
Non era un delirio di onnipotenza, o forse si, vallo a capire.
Era un dato di fatto, in qualsiasi modo l'avessi voluta vedere.
Mi rendevo conto di essere soltanto pieno di sogni, in un mondo privo di fantasia.
E che quei pochi sprazzi di fantasia venivano soffocati da una mediocrità per me intollerabile.
Non era questione di pecora nera, o mosca bianca, più mosca bianca visto la cacca su cui mi poggiavo spesso.
Provavo ad inaridirmi per tollerare tutto ciò, ma il mio cuore non riusciva a interrompere quel battito così insistente, così prepotente, quasi a volersi imporre sul rumore di marmitta scassata che i cervelli intorno facevano.
Nella mia breve vita ho fatto di tutto: lavorato in un brico center, fatto il cameriere. Venduto poster per strada. Attaccato manifesti, stuart ai convegni, bibliotecario, avvocato.
Nel mentre ho continuato sempre a scrivere e suonare, più per me che per gli altri, nel vano tentativo di far capire quella che chiamano la solitudine dei numeri primi.
Questo ti porta ad isolarti. A sentirti diverso. Da una parte a desiderare di essere diverso, dall'altra a volerti reprimere, uccidere dentro, per poterti lobotomizzare e portarti al livello di mediocrità di cui sei circondato.
Non mi ritengo un genio, anzi, ma come disse qualcuno più conosciuto di me, "non vedo però giganti più alti di me".
Non si tratta di essere superiore agli altri, si tratta di non essere mediocre.
Nella vita mi hanno testato, hanno testato qualsiasi cosa di me. A 18 anni mi hanno tracciato un profilo psicologico perchè pensavano fossi un ragazzo disadattato o strano, e ne uscì che ero solo sopra la media. 127 punti di Q.I. per quel che vale dirlo, ed una propensione a voler migliorare questo mondo nel senso più altruistico del termine. Si una stranezza.
Ho dato più di quanto ho ricevuto, enormemente dato più di quanto ho ricevuto. Salvato vite umane, nel senso più stretto del termine. Aiutato altre.
Ma questo non ti aiuta minimamente ad essere integrato in un sistema fallimentare.
Non ti aiuta ad essere parte del mondo.
Tenevo i miei sogni al primo posto, eppure non mi aiutava a stare bene. Erano lì, e se li raggiungevo, perchè li raggiungevo, mi rendevo conto che non sarebbero stati sufficienti a rendermi felice, perchè erano sogni di una notte, e non sogni a lungo termine, progetti di vita.
Ho avuto relazioni lunghe e tutte mi hanno sempre lasciato un senso di vuoto profondo.
Ho avuto una carriera musicale di tutto rispetto, non mi sono mai venduto alla moda, e ho sempre rispettato indefessamente, da vero fesso quindi, la purezza del mio spirito.
Eppure stavo male.
Ho scelto tutte le vie che potevo scegliere, ho fatto sempre la scelta migliore, e non me ne sono mai pentito, eppure non sono mai arrivato a toccare la felicità.
Poi prendi una via che non conosci, che ti suggeriscono.
Inizi a scrivere su un blog di cryptovalute, che manco sai cosa sono.
Ti leggono, ti commentano. Vieni apprezzato. Bello. Ma estemporaneo.
Ma le vie che non sai ti portano dove non puoi arrivare con la fantasia.
Non avrei mai pensato di trovare qualcosa che mi facesse dire "oggi non suono, non mi va".
La musica è sempre stata la mia migliore amica, e lo è tuttora, ma molto è cambiato.
Si perchè questa via mi ha portato a conoscere quella pazza furiosa che mi sto mettendo accanto nella vita.
In un percorso che non so dove mi porterà.
E onestamente neanche mi interessa più.
Perchè quando trovi qualcuno con cui fare un viaggio insieme, quando senti il cuore battere all'unisono con quello di qualcun altro, la meta del viaggio perde interesse. Il bello è smettere di viaggiare da solo. Il bello è iniziare a viaggiare insieme.
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