Qualche tempo fa incontro una persona, che onestamente non conoscevo, ma facendo parte della comunità saluto cedendo l'entrata verso dove stavamo andando. Era mattina presto. Quella stessa persona non avrebbe visto il giorno successivo, nella serata si è suicidato.
Non so esattamente i dettagli, ma è chiaro che di mezzo ci sia la depressione. La bestia.
Trovo i commenti altrui quanto mai sbagliati, dettati esclusivamente dal dogma della società. Suicidarsi è un atto di vergogna e vigliaccheria. Due rappresentazioni false, perché la società stessa ha vergogna delle proprie colpe, ma allo stesso tempo deve stigmatizzare.
Insomma, sul primo epiteto all'interessato penso che gli fregasse poco meno di nulla, d'altronde sei morto. Appunto la vergogna non la prova lui, semmai dovranno provarla quelli che non hanno capito. Sul secondo invece ci sarebbe da discutere.
Sei scappato davanti ai problemi assurdi della società? Mi viene da obbiettare che sia proprio la società stessa, non ultimo lo Stato, a cacciarti nelle braccia della bestia. Siamo continuamente bombardati da input negativi, il lavoro, sempre che lo trovi, oramai è esteso all'infinito bucando quel cuscinetto in cui dovresti "staccare" letteralmente la spina. Con le nuove tecnologie, gli smartphone, sei continuamente inseguito, per non dire braccato, dai "doveri" verso qualcuno/qualcosa.
In seconda analisi per arrivare a compiere quel gesto estremo, devi trovare una dose di coraggio inimmaginabile. E se queste persone lo trovano è chiaro che non esisteva, dal loro punto di vista, alternativa alla Bestia. Ed in effetti questo è un po' il focus centrale.
Dal punto di vista medico gli psicologici non sono neanche medici, tanto che non possono prescrivere neanche le aspirine, e i dottori hanno un atteggiamento del tutto passivo-aggressivo sull'argomento. Perché dare importanza a figure che non sono manco medici? La stessa sanità prende abbastanza sotto gamba la questione, dal punto di vista legislativo poi non c'è nulla.
E cinicamente questa cosa costa, e pure parecchio allo Stato alla società.
Chiaramente le soluzioni ci sono. Se uno stressato, sotto esaurimento nervoso riesce ancora a gridare aiuto, un depresso no. Non c'è modo di capirlo se non da chi è vicino e che lo conosce da tempo. Il suicidio non è preannunciato, avviene e basta.
In questo settore non siamo dissimili dal medio evo. Gente che veniva uccisa o bruciata perché posseduta dal demonio, o tacciata di essere una strega... allora come oggi non erano in grado di vedere o capire. Stanno male senza avere malattie o virus, che stregoneria è mai questa?
Personalmente non provo nessun sentimento di disprezzo, compassione o disagio. Tristezza, quella si, perché nessuno di noi ha capito e agito.
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