L'arte del dissenso
L'artista da sempre gioca un ruolo fondamentale nella comunità umana: è colui che plasma nuove idee e nuovi modi di pensare, colui che capta nell'etere ciò che agli altri sfugge e lo trasforma in opera d'arte.
Nel momento in cui l'arte cessa di essere arte, trasformandosi in mero business al servizio del dio danaro, l'artista smette di essere artista e diventa un servo del sistema.
Oggi una delle forme d'arte più diffuse, capace di arrivare a un elevato numero di persone, è senza dubbio la musica. Parliamo però di un mondo ormai totalmente in mano alle lobby del deep state, architetti del NWO e fautori del lockdown attuale e di tutte le conseguenze che ne verranno. Il risultato è che la musica, come del resto il cinema, è attualmente utilizzata come mezzo di manipolazione di massa e il microfono dei nostri cantanti non è altro che il megafono della propaganda. Così ci ritroviamo messaggi subliminali e simboli di varie sette nei video musicali, toni binaurali nelle canzoni, sentiamo musicisti e cantanti esaltare il sistema vigente nelle interviste.
Adesso che siamo vicini alla censura dell'informazione libera su internet, tramite la creazione di apposite task force governative il cui compito sarà quello di istituire una verità di regime (liberando così il mondo dalle fake news diffuse da loro stessi ed eliminando allo stesso tempo ogni voce scomoda), il ruolo degli artisti diventa di cruciale importanza.
Veniamo ora al titolo del post.
Il Rap, quello serio che si rifà ai fondamenti della cultura Hip Hop, resta un potente mezzo d'informazione, e non lo dico solo perché questa musica la faccio, è soprattutto una questione tecnica che riguarda la centralità del testo nella canzone Rap. In questo momento la priorità del Rap, come dell'arte in generale del resto, dovrebbe essere a mio avviso informare e dare un punto di vista alternativo a quello vigente. Bisogna prendere una posizione netta e distante dalle lobby finanziare, dalle logge segrete, da chi oggi controlla il mondo e tesse la grande ragnatela dell'inganno. Bisogna denunciare la menzogna in atto, informandosi e informando finchè ce ne è la possibilità.
Noi che questa posizione l'abbiamo presa da tempo e da tempo eravamo all'erta aspettandoci qualcosa di simile a ciò che sta succedendo, non possiamo che continuare per questa strada ancora più convinti di prima, e invitare tutti gli artisti che dissentono da questo mondo malato, creato da un sistema marcio, a mettere la loro arte al servizio di un risveglio collettivo.
Mi presento così alla community di questa piattaforma che spero essere di più ampie vedute rispetto ai soliti social, qui sopra avete potuto leggere ciò che penso, qui sotto potete ascoltare ciò che faccio.