Ricordate Marco Carta?
Vincitore di una lontana edizione di Amici e addirittura di un festival di Sanremo?
Un enigma, un paradosso vivente, uno stereotipo che cammina.
Ebbene, dopo anni di anonimato è tornato alla ribalta ma stavolta non per i suoi "successi" canori ma per questioni giudiziarie.
A Settembre Marco Carta sarà processato dal tribunale di Milano per furto!
L'accusa è quella di aver rubato 6 magliette alla Rinascente di Milano per un valore totale di 1200 euro.
Il cantante non è stato ancora processato e condannato dunque non partirà qui una caccia alle streghe.
Quello che però è chiaro è che questa storia denota tratti tipici della generazione dei talent e dei reality tv.
Una generazione priva di riferimenti valoriali e fumosamente perduta nei meandri di una società oramai avviluppata su se stessa.
Marco Carta si sarebbe macchiato di un reato non perchè povero, non perchè ridotto alla fame ma perchè dipendente da uno stile di vita fatto di griffe, vuoti valori e una vita alla moda.
Con o senza reato è indubbio che cantanti senza talento che si ritrovano ad avere successo e a vivere come prodotti e non come uomini prima o poi finiscano per essere vittime di se stessi.
Brutta storia che se confermata sarebbe gravissima e simbolo di una situazione oramai irrecuperabile.