Oggi ho letto con grande piacere un'intervista rilasciata da Boosta.
In particolare mi ha trovato molto daccordo un passaggio dove il cantante sottolinea come ci sia, giustamente, grande attenzione sul mangiare sano, mangiare bio e fare attenzione in generale a quello che si ingerisce al fine di tenere alto il livello del proprio corpo.
Mens sana in corpore sano insomma.
Ma la mente risente in maniera positiva dei risvolti musicali legati alla nostra vita.
Quello che ascoltiamo può farci stare meglio, è provato scientificamente.
E allora perchè non applicare alla musica gli stessi criteri che applichiamo al cibo?
Qual'è l'equivalente musicale del mangiare sano?
Difficile dirlo parlando di arte, dove la soggettività la fa da padrone.
Secondo Boosta è importante chiarire 2 cose:
- La musica di questi anni è commerciale, ripetitiva e senz'anima, oggettivamente
- Tutti dovremmo imparare nuovamente ad ascoltare di tutto
Spaziare fra i generi è fondamentale. Questo allenerà il nostro orecchio ad ascoltare buona musica, quella che ci fa stare meglio, imparando a discriminare la buona musica e a capire quale è il genere, i generi che ci piacciono maggiormente.
Ragionamento che non fa una grinza e che oggi più che mai si rende necessario in un tempo dove la buona musica c'è ma non viene esaltata, non viene passata sufficientemente alle radio, devastando il gusto delle nuove generazioni.