In questi giorni è scoppiata la guerra in Ucraina come penso tutti sappiamo.
Questa notizia mi ha rattristata molto perché davvero non mi capacito dell'egoismo degli uomini ...
Abbiamo sentito già un sacco di informazioni... a dire il vero io non ho ancora acceso il televisore a parte 5 minuti ieri sera ...per mia colpa mia colpa mia grandissima colpa... prometto non lo farò più...in 5 minuti mi sono ritrovata d'accordo con uno di un gruppo o partito non so bene, che si chiama "Potere al popolo"...deduco anarchici o estrema sinistra ... cioè tutto ciò che detesto ( abbiate misericordia ma vivo in un paese "ex dittatura comunista" e non vedo niente di positivo in questa ideologia solo male e idiozia) ... Comunque questo tipo era l'unico a dire che non si può costruire la pace mandando armi....logico no? Per gli altri ex virologi trasformati in esperti di geopolitica non era evidente infatti per fare la pace bisogna mandare armi...ho spento immediatamente la TV e mi sono data dell'idiota da sola per averla accesa...
Detto questo le notizie che arrivano sono come sempre le più disparate e si dà fatica a districarsi tra realtà e fake news.
La mia tristezza comunque è legata al fatto che come ho detto nel mio post di presentazione ( @francescaffnodi/chi-sono) noi siamo una famiglia missionaria. In Ucraina ci sono tante e tante famiglie come noi tra cui anche una coppia proprio della nostra parrocchia e tre seminari Redemptoris Mater proprio come questo che abbiamo qui a Lezha con tanti giovani che stanno facendo discernimento per vedere se Dio li chiama al sacerdozio.
Abbiamo quindi da subito ricevuto messaggi da questa coppia di Brescia e poi anche da altre famiglie di varie nazionalità e da un ex seminarista del nostro seminario che adesso è sposato in attesa di un bimbo. Le notizie erano preoccupanti ma ci è arrivata una lettera che mi ha dato profonda pace che voglio condividere su Hive sperando che possa dare speranza e fare capire che il male può essere sconfitto solo dal bene ...
Chi scrive è un fratello di Bassano rettore di un seminario Redempt Mater in Ucraina ( ce ne sono 3)
Carissimi Claudio, Nenei e Sergio.
La pace sia con voi!
Proprio con questo saluto voglio cominciare, perché vedo che abbiamo bisogno non solo di una pace materiale nel Paese, ma anche di conservare la pace nei nostri cuori, dove sta avvenendo un’altra guerra: quella di non cedere all’odio e alla disperazione.
Ancora alla convivenza di dicembre avevamo progettato una convivenza per questa settimana per i tre seminari RM di Ucraina qui ad Uzhgorod, dove abbiamo invitato Francesco Voltaggio (partito giovedì) ed Ezechiele Pasotti (ancora qui con noi fino a lunedì)( Sono due sacerdoti missionari e professori che facevano li un corso).
La cosa si è rivelata provvidenziale, perché la guerra ci ha trovati tutti in una zona sicura, ovvero la Transcarpazia.
Ma la tragedia non ci lascia indifferenti. Il panico è generale e la gente ha molta paura. Si legge lo sconforto e la paura negli occhi di chi cerca rifugio qui da noi venendo da Kiev e da altre città interessate dal conflitto.
Molte famiglie in missione stanno scappando e noi ci facciamo in quattro per accoglierle e per far passare loro la frontiera. Sono scene molto dolorose. Ci salutiamo nelle lacrime sapendo che hanno lasciato una casa, una missione, la gente che amavano, ma non era possibile fare altrimenti.
Promettono di tornare il prima possibile. Il Signore aprirà le strade.
Alcuni presbiteri sono tornati subito, appena scoppiata la guerra, a Kiev per aiutare le missioni a scappare e loro sono rimasti in parrocchia con la gente che non può evacuare.
La guerra è veramente qualcosa che non riusciamo ad immaginare, fino a quando non la si vive. Tutto ciò che mi sembrava importante ora non lo è più. Ciò che era certo, ora è incerto.
Ed il Signore parla con forza nella Parola e nei fratelli. Ora capisco ancora di più il dono del mio celibato. Non dover pensare a moglie e bimbi ma solo alla mia missione e alla gente che ha bisogno. E vivo questo tempo come una grazia.
Vedo che è volontà del Signore rimanere qui e far presente alla gente che c’è speranza e che la Chiesa non li abbandona.
Pregate per me e per tutti noi.
Sono certo che se qualcosa andrà distrutto o perso, Egli lo riedificherà e lo ritroverà.
Se I fratelli vi chiedono di me ditegli che sono contento di stare al posto dove il Signore mi ha chiamato. Non è eroismo, solo discernimento.
E vediamo quale grande bene il Signore porterà da tutto questo male.
La pace
Francesco
Grazie aver letto il mio post ,la foto e' di sabato 26 febbraio la messa nel seminario .