Per Neolingua George Orwell, autore del libro 1984, intende un tipo di impianto scritto e verbale che non permette alcune forme comunicative. Influenza anche il pensiero, se si forza una ipotesi linguistica. Il tutto serve ad allontanare il cittadino da un pensiero differente da quello somministrato dal governo. Proverò ad analizzare un discorso fatto da Matteo durante un evento, la leopolda.
Immagine dell’autore creata a partire da immagini di dominio pubblico
Qualcosa è cambiato in questi 7 anni: il pil è passato da meno a più, abbiamo più lavoro e più diritti, e il 1 dicembre entrerà in vigore il reddito di inclusione, la prima misura universale sulla povertà che questo Paese abbia mai conosciuto”.
Innanzitutto serve domandarsi come fa Matteo a sapere che l’operato del suo governo ha effettivamente impattato il PIL. In statistica si fanno dei test per capire se degli interventi hanno degli effetti o no, escludendo il ruolo del caso.
Più lavoro e più diritti?
Degli oltre 918mila posti di lavoro, oltre il 75% risulta precario, stando all’ISTAT.
Sul reddito di inclusione, si parla di massimo 485€/mese a famiglia che soddisfa certe condizioni. Per capirci, quel massimo lo ottengono certe famiglia da almeno 5 componenti.
L’ISTAT nel 2016 assegnava una soglia di povertà relativa, per una famiglia di 5 componenti, ad una cifra di 2 016.57€/mese, quasi 4 volte superiore alla cifra che il governo erogherà.
La cifra massima che distribuirà il governo, equivale a 3,23€ al giorno per componente familiare. Nel 2008 la soglia internazionale per la povertà estrema ammontava a 1,58$/giorno, circa 1,33€/giorno al cambio attuale.
La soglia relativa sopra citata equivale a 13,44€/giorno per componente. Faccio notare che quello che Matteo dichiara come successo, si avvicina più ad un sostegno per la povertà estrema che per la povertà relativa.
Salto il discorso sull’abolizione dell’articolo 18. Recentemente due gruppi politici volevano reintrodurlo ma il parlamento ha respinto la cosa.
“Tra pochi mesi inizierà la campagna elettorale – ha ricordato Renzi -. La nostra prima proposta non sarà un bonus, ma il servizio civile obbligatorio per tutte le ragazze e i ragazzi di questo Paese, perché una nuova stagione dei diritti ha bisogno di una nuova stagione dei doveri. Ma il primo valore che vogliamo portare nel futuro ha sei lettere e si chiama lavoro. Il futuro non nega il lavoro, come dice qualcuno. Senza lavoro c’è il reddito di cittadinanza, ci fanno diventare persone da accudire, mettendo in discussione l’idea stessa di comunità. Ma noi siamo figli della cultura del lavoro e non del sussidio”.
Il reddito di cittadinanza ha delle condizioni. Non si tratta di un modo per disincentivare il lavoro.
“Quando abbiamo iniziato c’erano 22 milioni di posti lavoro in Italia, oggi sono 23 e non c’è fake news che possa negarlo. Oggi la scommessa è portarli a 24, e fare in modo che il lavoro sia stabile.
I dati ISTAT parlano proprio di lavori meno stabili, per la maggioranza.
“Gli 80 euro non vanno cancellati, abbiamo bisogno di estenderli innanzitutto alle famiglie che hanno figli. In Italia siamo sotto il mezzo milione di nuovi nati, e quando nasce il secondo, il terzo figlio, una famiglia normale rischia di andare sotto la soglia di povertà. Se non si fanno più figli, il Paese non ha futuro”.
Converrebbe innanzitutto abbassare il numero di emigrati italiani. Costa di meno rispetto ad incentivare nascite di persone che probabilmente, soprattutto se laureate, se ne andranno. Si perderebbe la spesa fatta in educazione. Inoltre solo il 30% di chi emigra torna.
“È vero che ci sarà un grande testa a testa tra Di Maio e Berlusconi, ma per capire chi guiderà il secondo gruppo del Parlamento. Non so chi scegliere tra i due, so che tutti i sondaggi danno il Pd primo partito, e non c’ è articolo preconfezionato che tenga.
La media dei sondaggi al 18 novembre mostra il Movimento 5 Stelle come primo partito.
“Dobbiamo lottare perchè ci sia la capacità di combattere la propaganda. Viviamo un tempo nel quale non ci fidiamo più di nessuno. Il meccanismo della fiducia è minato dall’orizzontalità che i social permettono, perchè chiunque può dire qualunque cosa a chiunque. Oggi la gente si fida più dei propri amici su Facebook che delle fonti ufficiali, per questo dobbiamo riconnettere i temi alla fiducia. La battaglia contro le fake news non nasce dall’esigenza della campagna elettorale, ma dal desiderio di ricostruire una comunità capace di affidarsi e fidarsi.
Stando al sito Pagella politica Matteo ha un indice di veridicità più elevato rispetto ad altri colleghi. Ma ricordo che non si tratta di una media fra varie analisi, come nel caso dei sondaggi, e non hanno una metodologia sulle dichiarazioni da verificare. Quindi non considero particolarmente robusto, dal punto di vista scientifico, quell’indice.
Una singola verifica può richiedere ore e chi le fa di solito ha un minimo di retribuzione, pagata da qualcun’altro. In quest’analisi ho mostrato come Renzi più volte ha detto cose in disaccordo col concetto empirico di vero.
Conclusioni
Matteo Renzi sembra avere una concezione della realtà italiana distante dalle fonti ufficiali o dalle fonti statistiche robuste. Malafede o non conoscenza da parte della sua squadra di comunicazione?
Risorse
- https://www.democratica.com/focus/renzi-lavoro-primo-valore-portare-nel-futuro/?cn-reloaded=1
- https://ilmanifesto.it/aumenta-loccupazione-ma-sono-contratti-a-termine/
- http://www.ilfoglio.it/notizie-del-giorno/2017/11/24/news/reddito-di-inclusione-domande-dal-1-dicembre-fino-a-485-euro-per-le-le-famiglie-165221/
- http://dati.istat.it/
- https://en.wikipedia.org/wiki/Extreme_poverty
- http://www.movimento5stelle.it/parlamento/REDDITOCITTADINANZA.pdf
- https://www.termometropolitico.it/sondaggi-politici-elettorali