Il genere fotografico più comune ed appassionante è stato sempre il ritratto, che alla bellezza artistica aggiunge un notevole interesse sotto l’aspetto sociale e psicologico. Per chi si trova all'aperto il paesaggio è il genere fotografico che cerca di trasformare l’interesse e la curiosità del fotografo per la natura che lo circonda in uno spettacolo realistico. Anche il paesaggio urbano può fornire risultati intriganti. Con il termine still-life viene definita la cosiddetta natura morta, che, in effetti, sta benissimo, è solo ferma ed “in quiete”. Si tratta di immagini relative a dei soggetti inanimati, ma capaci comunque di suscitare emozione.
Talvolta, addirittura, gli oggetti di uso comune, come le cassette della frutta e i barattoli di latta, accostati con un po' di fantasia, si trasformano in spiritose installazioni che sembrano provenire direttamente dal mondo dei fumetti.
Tuttavia è molto frequente trovarsi distanti da fotogenici ambienti pittoreschi o non trovare nessuna modella disposta a posare per noi. Si aggiunga a questo che anche il cattivo umore e lo sconforto influiscono negativamente sulla creatività compositiva del fotografo.
La scelta di inquadrare forme approssimative dai colori vivaci, dando alla vera natura dei soggetti solo una importanza marginale, risulta una stimolante ed inesauribile fonte di ispirazione. Sebbene povere di contenuto, questo tipo di fotografie divertono chi le scatta e mettono allegria in chi le osserva.
Gli improbabili soggetti sono sempre stati lì ad attendere che il fotografo li scovi. Le stoviglie della cucina, gli oggetti di cancelleria sullo scrittoio, l'abbigliamento o i contenitori in un magazzino si rivelano utili ed originali elementi sempre a nostra disposizione per una armoniosa composizione cromatica.
Anche se probabilmente non realizzeremo una autentica opera d'arte, attraverso l'accostamento di colori, la scelta della luce e dell'angolazione e lo studio dei materiali e delle superfici, avremo comunque compiuto un valido esercizio di tecnica fotografica.
Dopotutto alcuni tra i più grandi maestri della fotografia contemporanea devono gran parte del loro successo proprio ad una presenza “esagerata” del colore nei propri lavori fotografici. Coloro che vogliono diventare fotografi famosi come Franco Fontana, Oliviero Toscani o Steve Mc Curry, pertanto, dovranno rapidamente trasformarsi in perfetti specialisti della produzione e post-produzione di fotografie a colori.
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