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Il mare d'inverno
È solo un film in bianco e nero
Visto alla TV
E verso l'interno
Qualche nuvola
Dal cielo
Che si butta giù
Sabbia bagnata
Una lettera
Che il vento
Stà portando via
Punti invisibili
Rincorsi dai cani
Stanche parabole
Di vecchi gabbiani
E io che rimango
Qui solo
A cercare un caffè
Così cantava Loredana Bertè nel 1983 con le parole di Enrico Ruggeri, ed è proprio vero il mare d'inverno ha tutto un fascino particolare, quasi di una malinconia ispiratrice.
Nella stagione fredda, è innegabile, il mare assume un carattere così lontano dalla sua connotazione estiva che sembra quasi essere un'entità diversa.
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Forse sarà per l'assenza di colori caldi, per l'atmosfera grigia e fredda o per la stridente contrapposizione con l'estate, in inverno generalmente il mare fa incupire gli animi tanto che alcuni potrebbero reputarlo triste.
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Per me invece è tremendamente affascinante e induce all'introspezione, alla riflessione al romanticismo, probabilmente per quella passione malsana che ho nel sentirmi malinconico chi sa...
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E poi il silenzio... solo il dolce rumore delle onde sulla battigia, nessun grido, nessun clacson, nessuna radiolina accesa. Solo il suono del mare e del vento, nulla di più.
D'inverno hai l'impressione che "quel mare", quel posto, sia esclusivamente tuo e che tu non debba condividerlo con nessuno come invece accade d'estate.
Sei lì tu e lui, e sembra quasi tu vada a trovare un vecchio amico rimasto solo, dopo essere stato sfruttato e abbandonato dagli opportunisti vacanzieri estivi che gli faranno visita di nuovo solo ai primi caldi.
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Le emozioni che si riescono a provare al mare d'inverno per me sono uniche, tant'è che non riesco a farne a meno. Solo il pensiero di stare lontano dal mare mi abbatte, non riuscirei mai a vivere senza.
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