E' facile pensare che in fondo, se avessimo l'opportunità di sederci al tavolo coi campioni ammirati in diretta streaming, non faremmo poi una così brutta figura.
Ricordate i commenti su Fedor Holz dopo il runner up nell'High Roller WCOOP da 100K, arrivato nel periodo più sfavillante della sua carriera live? "Con quella run son bravi tutti a vincere" dicevano i più fissando il dito con la luna a far da sfondo.
D'altro canto è proprio questo il bello del poker: un singolo risultato o una singola scelta possono essere messe in discussione da chiunque e possono distorcere la percezione della realtà. Ciò che non si vede nell'immediato, ma che alla lunga fa la differenza più di qualsiasi altra cosa, è il percorso affrontato per raggiungere un certo livello.
Quando ci si aggira per i tavoli dei tornei high roller più prestigiosi al mondo non si hanno davanti i cinquanta/sessanta giocatori più fortunati nella storia del Texas Hold'em. Dietro ognuno di loro c'è una storia irta di ostacoli, fatta di sacrifici e duro lavoro, bad beat dopo bad beat.
Non solo, perché un conto è raggiungere certe altitudini, un altro è piazzarci le tende e dare sempre il massimo in ogni circostanza, run permettendo.
L'argomento che scegliamo di affrontare col protagonista di quest'oggi è stato un po' il leitmotiv della trasferta in Catalogna: ok la tecnica, ma cosa deve fare un professionista per essere sempre al 100%?
Quello che in passato veniva banalmente catalogato come intuito pokeristico, fa riferimento a una maggiore o minor livello delle nostre funzioni esecutive. Dall'intramontabile Patrik Antonius al nostro Carlo Savinelli, sono in tanti i giocatori che hanno cominciato a dare grande importanza al benessere psicofisico. Sport, regime alimentare equilibrato, meditazione:
"No, io non faccio meditazione, ci ho provato diverse volte ma non fa per me, sebbene il mio amico Steven – Chidwick ndr – abbia cercato di convincermi più di una volta!"
A parlare è Ben Heath, ventisei anni compiuti il mese scorso e 2,3 milioni di dollari in vincite lorde nei tornei live:
"Anche se preferisco considerarmi più un giocatore online...Infatti appena tornerò a casa dopo questa trasferta riprenderò a giocare Zoom. Se faccio qualcosa per tenermi in forma mentalmente e fisicamente? Certamente. Adoro le arrampicate e appena posso non perdo l'occasione. Con Steven ne abbiamo fatte diverse assieme."
Pensi anche tu che la nuova edge nel poker risieda nell'attitudine mentale e nell'approccio al gioco piuttosto che ridursi a una mera questione tecnica?
"Il livello tecnico raggiunto al momento è molto alto e senza una buona dose di studio non si va da nessuna parte...
Prosegui la lettura CLICCANDO QUI per l'intervista integrale!