Non ne potevo più, ci fu un periodo, che, nel bene o nel male terminò, durante il quale quella ciabatta-baldracca della professoressa di italiano rompeva il cazzo una lezione sì e l'altra pure, con la storia degli spazzini, era talmente irritante, ma talmente irritante che era difficile non mandarla dove legittimamente doveva andare, a farsi rompere il culo, perché era letteralmente incontenibile, sempre su e giù, avanti e indietro con la storia della paga degli spazzini, troppo alta, troppo elevata a suo dire, per quelle che erano le loro reali mansioni, e giù il paragone con i presidi, sempre a suo dire, sottopagati in relazione alla loro responsabilità, al prestigio sociale per il ruolo che ricoprivano nel mondo della scuola, non se ne poteva più, oltretutto il mondo che aveva di esprimersi, con quel tono di fottuto disprezzo che mal si addiceva a una professoressa, mi aveva talmente cagato il cazzo che un giorno me ne uscii con una battuta, che divenne tristemente celeberrima...
"Ma se prendono una paga così alta gli spazzini, senza fare praticamente un cazzo, perché non se ne va a fare la spazzina, invece di rompere i coglioni a noi?!?!"
Finché questa cosa non la si dice tra i compagni di classe non succede nulla, il problema c'è quando la leccapalle di turno, alias la santarellina spiona del 1° banco, va a riferire quello che avevo detto alla diretta interessata, logicamente a mia totale insaputa...
Una mattina mi vedo arrivare in classe la professoressa di italiano, con una faccia che non vi dico, una ciurma, una grinta dipinta in viso allucinante, poco più del tempo strettamente necessario per sistemarsi sulla cattedra che me la vedo alzare di botto, e in men che non si dica mi attacca, le parole precise non me le ricordo, ma mi diede una di quelle lavate di capo da piegare le gambe, cercavo di replicare, di dire un qualcosa a mia discolpa, anche se a un certo punto non feci altro che ammettere, e quando continuava a domandare perché avessi detto una frase del genere, all'ennesima volta che lo diceva ebbi un momento di pura ribellione, che non fece altro che peggiorare ulteriormente la mia già traballante posizione...
"L'ho detto perché è quello che penso...", riuscii unicamente a dire, ma quelle poche parole non fecero altro che rinforzare maggiormente il fuoco che ardeva abbondantemente, per cui afferrò il mio diario e gli sparò sopra una di quelle mitiche note delle quali avevo una collezione praticamente infinita (vinsi in tutti e tre gli anni il premio del maggior numero di note complessive raccolte durante l'anno), con l'aggravante dell'obbligo della presenza di un genitore ad accompagnarmi nella lezione successiva, rientrando a casa ben sapevo che mia madre sarebbe stata una facile preda per quel mostro merdoso di professoressa, questi discorsi giunsero alle orecchi di mio fratello, essendo di 8 anni più grande di me si offrì di accompagnarmi lui a scuola, per capire fino a che punto questa pezzo di merda avesse voglia di rompere il cazzo, come lo vide lo apostrofò a dovere, ma lui era già preparato, e ribatté e ribadì il concetto che in fondo io non avevo torto, scoppiò un tale casino che finimmo tutti e tre in presidenza, con la bestia trombona che inveiva come un'ossessa, ma alla fine della giostra il preside ammise a denti stretti che non avevo detto chissà che cosa, anche in considerazione del fatto che la merda umana confermò il fatto della continuità della propria crociata contro gli spazzini, il preside a chiosa del tutto mi disse di tenere la lingua più a treno e alla cagacazzo insegnante di limitare le sue esternazioni contro la categoria dei netturbini (il preside pronunciò sempre questa parola, al posto della più declassante spazzino, era una persona a modo, il mio preside delle medie), ma chiuso l'incidente, la vendetta della bastarda fu lunga e costante, in quanto per i primi due anni delle medie non perse occasione per rendersi odiosa ai miei occhi, e per rendermi la vita più insopportabile durante l'orario delle sue lezioni, poi lassù qualcuno evidentemente mi amava, in quanto il 3° anno delle medie cambiammo insegnante di italiano, perché misteriosamente la deficiente ebbe dei non meglio specificati problemi di salute, visto e considerato il pessimo rapporto che avevamo avuto, la mia uscita fu sibillina...
"Rompi, rompi il cazzo, visto che prima o poi uno degli accidenti che ti ho mandato ti si è attaccato, pezzo di merda che non sei altro?!?!"
Continua...