MACHINE LEARNING AL SERVIZIO DELL’ASTROFISICA
Una ricerca appena pubblicata su Physics Letters B, e firmata dai ricercatori del National Center for Supercomputing Applications (Ncsa) dell’Università dell’Illinois, apre le porte a una nuova stagione dell’astrofisica delle onde gravitazionali: quella in cui l’intelligenza artificiale ridurrà drasticamente i tempi di rilevamento e caratterizzazione dei dati raccolti.
La computer science vive la sua stagione d’oro e le reti neurali artificiali iniziano a fare davvero la differenza. Negli ultimi 15 anni i database si sono arricchiti: oggi su internet sono disponibili database composti da decine di milioni di immagini, la dieta preferita di questa macchine autoapprendenti. La potenza di calcolo, poi, è aumentata vertiginosamente grazie all’utilizzo delle Graphics Processing Unit (Gpu), inizialmente pensate per il mondo dei videogame ma che gli scienziati hanno imparato a usare per fare computazione scientifica ottenendo simulazioni su grande scala prima impensabili.
Crediti: Nasa, Inaf