Il Milan sarebbe dovuto ripartire da lui e invece il giovane 19enne è stato colui che ha portato al baratro la propria squadra. Ecco il riassunto della serata di ieri.
Da una parte avevamo la Juventus, prontissima per vincere l’ennesimo trofeo; dall’altra il Milan consapevole che una vittoria in Coppa Italia avrebbe potuto salvare la cosiddetta “stagione del cambiamento”, quel campiamento di società, dirigenza, rosa che sarebbe dovuto partire da lui, Gianluigi Donnarumma.
Primo tempo, la partita sembra equilibrata, il portiere tranquillo.
Secondo tempo, calcio d’angolo di Pjanic e incornata di Benatia, da qui inizierà il calo rossonero che nei cinque minuti successivi vedranno la squadra arrendersi e subire altri tre gol.
Il primo: tiro da fuori area ben calibrato da Douglas Costa, parabile; Gigio si tuffa per bloccare il pallone quando avrebbe dovuto spingerlo verso la linea di fondo, prima disattenzione della partita ma non della stagione.
Il secondo: incornata su calcio d’angolo e Gigio “blocca” il pallone, gli scivola, e prontamente Benatia gonfia la rete.
Insomma il Milan aveva subito il primo gol, ma la Juve non sembrava inarrestabile e, secondo me, avremmo potuto assistere a una bella partita; Donnarumma non spensierato/lucido (ancora una volta) non riesce a prendersi la squadra sulle spalle, va bene che ha 19 anni, però lo stipendio da super-campione lo percepisce. Ora, quale sarà il pensiero dei tifosi? Incassare quei 50 milioni, o continuare a puntare su di lui? Io non ho dubbi.