La Basilica.
E' su quella collina da circa 300 anni, guarda Torino con uno strano sguardo, un po compiaciuto, come una mamma guarda la figlia e un po ironico, come il destino che uccise il Torino Calcio nel 1949.
I torinesi la conoscono bene. Ti alzi la mattina, apri la finestra e lo sguardo ti cade automaticamente su di lei. Un riferimento più che altro. Superga senza Torino sarebbe la stessa, ma Torino senza di lei no..
Voluta da Vittorio Amedeo II, in adempimento di un voto fatto in occasione dell'assedio del 1706, e costruita nel 1717 da Filippo Juvarra, svetta a 670 metri di altitudine e domina Torino con la pianura a ovest della città fino ad arrivare sui rilievi alpini, dominati dal Rocciamelone e dal Monviso.
Al suo interno la basilica custodisce le tombe dei re sabaudi fino a Carlo Alberto e di numerosi principi del casato.
Per arrivarci è necessario percorrere una statale di pochi chilometri, tortuosa, ma molto caratteristica, oppure si può prendere la tranvia Sassi-Superga nata nel 1884, composta da trenini originali del 1930 che risalgono molto lentamente il percorso, con una velocità massima di 14 km/h, ogni convoglio impiega approssimativamente quindici minuti per completare il tragitto tra le due stazioni. Lunga 3 chilometri, ha un dislivello medio del 13% (molto elevato). Caduta in disuso negli anni settanta, la cremagliera venne riattivata negli anni ottanta a seguito di una necessaria manutenzione e un restauro delle vetture.
La tragedia di Superga.
Era il 1949, la squadra del Torino si trovava a Lisbona per giocare una partita amichevole contro il Benfica. Partita organizzata per aiutare il capitano della squadra portoghese, in gravi difficoltà economiche.
Al ritorno, l'aereo della squadra, in approccio su Torino, si stava avvicinando alla pista dell'aeroporto (non Caselle ma Torino-Aeritalia) che prevedeva la discesa in linea sulla collina di Superga.
Il meteo era avverso, nubi quasi radenti al suolo, vento di libeccio e forte foschia.
Un errore dell'altimetro, bloccato a 2000 metri, indusse i piloti a pensare di essere molto alti, in realtà si trovavano a 600 metri di quota. Alle ore 17 l'aereo con il Grande Torino a bordo, eseguita la virata verso sinistra, messo in volo orizzontale e allineato per prepararsi all'atterraggio, si va invece a schiantare contro il terrapieno posteriore della basilica di Superga. Il pilota, che credeva di avere la collina di Superga alla sua destra, se la vede invece sbucare davanti all'improvviso e non ha il tempo per fare nulla. Mai ravvisati infatti, dalla disposizione dei rottami, tentativi di riattaccata o virata.
Nell'incidente morirono tutti e 31 gli occupanti: tutta la squadra, tre allenatori, tre dirigenti, tre giornalisti e quattro membri dell'equipaggio.
Questa squadra costituiva anche la quasi totalità della Nazionale Italiana. Alcuni si salvarono per circostanze fortunose non imbarcandosi sull'aereo per Lisbona: 2 giocatori e il presidente ebbero l'influenza, altri 2 giocatori non ebbero in tempo il rilascio del passaporto.
Il Torino Calcio fu Vincitore del campionato a tavolino e gli avversari di turno, così come la stessa squadra del Torino, schierarono le formazioni della primavera nelle restanti quattro partite.
Ai funerali quasi un milione di persone scesero in piazza a Torino per dare l'ultimo saluto ai giocatori e lo shock fu tale che l'anno seguente la nazionale si recò ai Mondiali in Brasile viaggiando in nave, e arrivando dopo 15 giorni di navigazione...