Questo è quanto lessi il mese scorso in un post, mi colpì molto .
Non ho mai colto il suggerimento fino ad oggi, forse perchè vincolata da limiti linguistici ( il mio inglese mediocre) e tempistici ( mi ritrovo sempre a scrivere e postare di corsa ) non mi sono mai dedicata a raccontare qualcosa di me, eccetto qualche evento insignificante e una breve descrizione, molto superficiale dei miei interessi principali. Interessi che aumentano di giorno in giorno, privandomi sempre di più tempo, purtroppo.
Stasera mi ritrovo davanti al pc a causa di un impegno saltato, la pioggia e la stanchezza ci hanno messo lo zampino ed eccomi a casa mia, da sola, con solo la pioggia a farmi compagnia.
Mi cimento nella mia storia, ma come iniziare? Alla David Copperfield ? Nacqui, crebbi..
Non lo trovo adatto a me e siccome è di me che devo parlare, voglio prendermi i miei spazi e i miei modi per raccontarmi.
Voglio scrivere in maniera semplice, sgraziata, scorretta. Perchè è così che sono io. Semplice, sgraziata, scorretta.
Per raccontarvi la mia storia, non voglio partire dal passato, perchè quello era la mia storia, e neppure dal futuro, perchè quello sarà la mia storia. Ed entrambi sono frutto della mia immaginazione.
Comincio da qui, da ora, da adesso.
Sono una ragazza che ascolta la pioggia, soffro di nostalgia, penso troppo e penso male, scrivo poco e scrivo male, ballo da sola, non ho lo smalto perfetto, amo dormire e leggere.
Non sono brava ad esprimermi e mi sento spesso fraintesa, corro se ho la rabbia che mi brucia dentro, rifletto per ore su argomenti che per molti sono noiosi e mi perdo in fantasticherie ogni volta che viaggio o che cammino per strada, mi immagino diversa e a volte lo divento.
Mi piace guardare i palazzi, vedere i colori e le luci, ho sempre lo sguardo in alto, inciampo spesso.
Talvolta parlo di me in terza persona.
Non mi riconosco mai, forse perchè, azzardo, io non mi conosco.
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