Verso mattina risalì in camera, infilandosi nel letto, come Greta lo sentì partì immediatamente alla carica, ma durò pochissimo, Fabrizio si rivestì e uscì rapidamente di casa, giusto il tempo di darsi una lavata, aveva già alzato un paio di volte la voce, il rischio di svegliare il figlio era alto, per cui la donna dovette desistere, limitandosi ad un sibillino...
"Non potrai fuggire per sempre, ti prendo, ti prendo, eccome se ti prendo, e ti spezzo..."
La replica fu potentissima, le palle erano davvero piene...
"Stai attenta che stavolta va a finire male, ma stai tranquilla, non ti tocco neanche per scherzo, mi fai schifo..."
Ci rimase malissimo Greta, mai Fabrizio le aveva detto una cosa del genere, lei era solita insultarlo ripetutamente con tantissimi termini ingiuriosi, lui non si era mai lasciato andare più di tanto negli epiteti, era un fatto assolutamente fuori dal normale...
Prese la moto, aveva bisogno di scaricare la tensione che si era accumulata in quegli ultimi tempi, qualche rovente tirata di collo al potente quattrocilindri, per andare a fare colazione in un bar sulle colline, si gustò il sorgere dell'alba con i piedi distesi su una panca, sorseggiando un gustoso caffè dopo essersi pappato un delizioso pezzo di crostata fatta in casa...
Aveva tutto il tempo del mondo, si stava rilassando un attimo, quando un sinistro suonino lo riportò drasticamente alla realtà, sapeva già chi era il mittente, anche se non aveva ancora visto nulla...
"Vado a fare un giro dai miei, mio figlio viene con me, non va a scuola, tu arrangiati".
Messaggio secco, stringato, deciso e arrogante, come nel suo stile, quando usava il termine mio figlio sottolineava la padronanza sul pargolo, non meritava replica, si limitò a un Ok, ma non era quello che Greta voleva sentirsi dire, per cui partì una controreplica ben più energica...
"Come cazzo sei messo, imbecille?!?! Ti devo mandare a fanculo per scatenare una tua reazione, ma dove hai le palle, te le hanno tagliate insieme alla punta del cazzo?!?! Sei un bastardo pezzodimerda, vaffanculo stronzo!!!!"
La ignorò, i messaggi si susseguirono incessanti, più di una ventina complessivamente, ma produssero tutto un altro effetto in Fabrizio, fu lui che ne mando uno, ma a ben diversa persona...
"Ciao cara, sono Fabrizio, come stai??", indirizzato alla caposala...
Neanche un minuto e arrivò la risposta...
"Io bene, tu?"
"Non c'è male grazie, a parte un litigio tremendo con quell'arrogante presuntuosa di mia moglie, sono uscito a fare un giro perché non ne potevo più..."
"Vogliamo sentirci??"
Fabrizio compose subito il numero, il telefono fece un solo squillo...
"Ciao caro, che piacere..."
"Ciao bella signora, è un piacere anche per me..."
"Allora, come sta il mio pistolino??"
"Mah, non lo so, ti sembrerà strano, ma ancora lo devo usare, non è stato un gran periodo per me, sempre dietro a litigare e questionare per qualsiasi cazzata, un vero disastro..."
"Mi dispiace davvero, vedrai, magari è solo questione di rilassarsi un attimo e riprenderete meglio di prima..."
"Sarà, ma ci vedo chiaro per niente..."
"A proposito, vuoi fare un controllino al tuo gioiello??"
"Si potrebbe anche fare, perché no??"
"Quando riesci a fare un salto all'ospedale??"
"Oggi sarebbe perfetto, in quanto sono da solo..."
"Come, non ti accompagna la cara mogliettina?!?!"
"No, oltretutto va via con nostro figlio, per cui sono libero..."
"Facciamo così, tu vieni nella pausa pranzo, nel frattempo controllo se per caso c'è anche l'esito dell'esame istologico, ormai dovrebbe essere pronto, magari non ti hanno mandato ancora la mail perché siamo un po' oberati di lavoro..."
"Va bene, il tempo di arrivare con la moto e sono da te..."
"Ti aspetto, ciao Fabrizio..."
"A dopo..."
Continua...
