“Morning glory”, gloria del mattino, è il nome dato dagli anglosassoni alle campanelle rampicanti
del genere Ipomoea, un nome che forse più di ogni altro rende giustizia alla bellezza di queste
piante che illuminano muri e pergolati con i fiori dai colori squillanti.
Il genere Ipomoea, il piu vasto della famiglia Convolvulaceae, include oltre 600 specie di piante
erbacee rampicanti, arbustive e arboree, originarie delle regioni temperate e calde. Alcune specie
come la patata dolce americana (I. batatas) si sono diffuse come piante alimentari e medicinali,
ma è per via del grande valore ornamentale e dalla facilità di coltivazione che decine tra specie e
ibridi sono oggi coltivati dagli appassionati di tutto il mondo.
Le ipomoee sono piante strettamente eliofile, vegetano e fioriscono quando hanno a disposizione
molta luce e calore, le specie rampicanti si sviluppano rapidamente fino a 3-4 m d’altezza,
facendosi strada tra cespugli e rami alla ricerca della luce. La maggior parte di esse schiude i fiori
nelle prime ore del mattino attirando api e altri imenotteri impollinatori; nelle specie a fioritura
notturna come l’I. alba (sin. Calonyction aculeatum) i fiori restano aperti tutta la notte
richiamando falene e impollinatori notturni con dolci fragranze estive.
Alcune specie perenni come l’I. indica dai grandi fiori azzurri o blu, si sono diffuse nelle regioni a
clima mediterraneo al punto da diventare invasive a livello locale. Nelle regioni a clima
continentale, le specie annuali come I. coccinea, I. nil, I. purpurea, I. quamoclit e i loro ibridi
multicolori, si seminano in vaso o direttamente a dimora in primavera in un terriccio molto ricco
in sostanza organica e ben sciolto, che dovrà supportarne lo sviluppo fino ai primi freddi. Le specie
perenni come I. cairica, I. cordatotriloba, I. indica, I. platensis, I. pandurata, sono dotate di fusti
lignificati e/o talvolta di organi sotterranei (tuberi, rizomi) o caudex contenenti sostanze di riserva
utili alla pianta per superare la fase di dormienza tra una stagione vegetativa e la seguente.
Come le annuali, si possono seminare o piantare in primavera per poi essere poste a riparo in autunno
nei climi più rigidi, avendo cura di utilizzare per le specie tuberose un substrato ben drenato.
Per la coltivazione in vaso, occorre utilizzare recipienti capienti per favorire lo sviluppo del
vigoroso apparato radicale. Come supporto per le specie volubili si possono utilizzare spalliere,
corde e tralicci di qualunque materiale, particolarmente indicato l’incannucciato di bambù.
Per garantire la crescita regolare e una fioritura costante, soprattutto in vaso occorrerà assicurare
frequenti innaffiature, fino anche a due volte al giorno in estate, abbinate all’impiego di un buon
fertilizzante liquido per piante da fiore da aggiungere all’acqua di irrigazione ogni due settimane.
Alla fine della stagione vegetativa, dai fusti ormai esausti, si possono raccogliere i frutti carichi di
semi e riporli ad essiccare in sacchetti di carta. Una volta puliti dai residui di vegetazione, i semi si
possono conservare in frigo o in un luogo fresco e asciutto in attesa di dare origine a una nuova
esplosione di colori.
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