Parlando con uno chef napoletano ma che si sta avviando alla stella in quel di Milano mi è stato fatto notare il perchè Milano, e non altre città, siano un terreno cosi fertile per chi vorrebbe sperimentare e proporre un'idea di cucina nel solco della tradizione ma con numerose variazioni sul tema.
Nelle altre città si mangia bene già nelle mura di casa propria. Nonne, mamme, fidanzate, fidanzati, padri, nonni hanno da sempre abituato i propri cari a cene e pranzi luculliani con preparazioni di ogni sorta. Dalla Campania alla Puglia, passando dal Veneto e dalla Toscana, sono tantissime le regioni e le città che non avvertono il bisogno della sperimentazione in materia culinaria.
A loro si contrappone una città come Milano da sempre povera di tempo per poter cucinare a casa e di piatti tipici da proporre al mondo. Quella che potrebbe sembrare una sciagura è invece diventata la fortuna di Milano.
E' qui, infatti, che tantissimi chef, stellati o aspiranti tali, finiscono per sperimentare la loro cucina, dando luogo a ristoranti cult.
A Milano, infatti, si entra in un ristorante senza pregiudizi, senza l'ossessione di dover mangiare come a casa e grazie a questo non si fa fatica ad apprezzare chi vuole mescolare, rivisitare piatti spesso tradizionali.
Non ci avevo mai riflettuto ma in effetti questa teoria è solidissima.